Berlusconi: "Non c'è nessun rischio per il governo"

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Il premier interviene sulla politica interna da Bruxelles al termine del vertice dell’Ue sugli aiuti alla Grecia. "Non è un momento delicato, ho avuto rassicurazioni precise". Salta però l’incontro chiarificatore con Bossi in programma venerdì. VIDEO

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"Non credo sia un momento delicato" per la coalizione, "ci sono state delle situazioni interne a un partito ma ho avuto rassicurazioni precise che non c'è nessun rischio per la coalizione di governo".
Il premier Silvio Berlusconi, lasciando il vertice dei leader dell'Eurozona, parla delle fibrillazioni nella maggioranza che hanno toccato l'apice con la decisione a sorpresa della Camera di concedere il via libera alla richiesta di arresto per il deputato del Pdl Alfonso Papa.
Il premier ha detto di non avere avuto modo di sentire Umberto Bossi, né il ministro dell'Interno Roberto Maroni ma di aver "sentito" gli "uffici" del titolare del Viminale.
"Oggi non l'ho sentito, sono partito dall'Italia ma non l'ho trovato", ha detto il presidente del Consiglio a chi gli chiedeva se avesse parlato con il leader della Lega visto che l'atteso faccia a faccia di venerdì 22 luglio al Consiglio dei Ministri non si terrà (Maroni ha spiegato che Bossi ha subìto un piccolo intervento chirurgico e questo è "l'unico motivo" della sua defezione al Cdm).
Un mancato contatto, ha spiegato anche il premier, "perché (Bossi, ndr) è stato impedito da un intervento". "Ho telefonato per fargli gli auguri - ha aggiunto Berlusconi - ma il suo numero era indisponibile". E con Maroni? "Mi sono sentito ieri sera con i suoi uffici e ho lungamente parlato della situazione".
"Ho letto e apprezzato" le parole pronunciate dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha poi aggiunto Berlusconi prima di congedarsi. Il presidente della Repubblica aveva definito "intollerabile lo scontro tra politica e magistratura".

Per quanto riguarda invece la decisione dei 17 paesi dell'Ue di concedere una nuova tranche di aiuti alla Grecia, il premier ha detto: "C'è con chiarezza l'impegno dell'Eurogruppo a non far fallire nessuno Stato".
La questione Italia non è stata posta dagli altri paesi dell'Eurozona anche perché "noi siamo la terza economia europea, il sistema delle banche è solidissimo" e nonostante vi sia un "debito forte" possiamo dire che i cittadini sono "benestanti".

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