Papa in carcere, prima notte a Poggioreale

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"Lo strappo della Lega"; "Berlusconi sconfitto"; "Manette spacca governo"; "Se sei del Pd non ti arrestano". Così titolano i quotidiani in edicola, che parlano anche del Senato che salva Tedesco e di Penati indagato

LA GIORNATA DI PAPA: FOTO
I reati contestati a Papa: LA SCHEDA
Camera: sì all'arresto di Papa

La vicenda giudiziaria e gli scenari politici dopo il sì della Camera all'arresto del deputato Pdl Alfonso Papa, coinvolto nell'inchiesta sulla P4; il Senato che salva Alberto Tedesco, ex Pd implicato nello scandalo della Sanità in Puglia; infine, il caso mazzette e tangenti che vede indagato Filippo Penati, leader del Pd in Lombardia. Questi temi che occupano le prime pagine dei giornali giovedì 21 luglio.

Papa a Poggioreale  - Intanto, il deputato Pdl Alfonso Papa, arrestato alle ore 22 di mercoledì 21 luglio, ha trascorso la prima notte in carcere, a Poggioreale. (LA GIORNATA DI PAPA)
L'ingresso nella casa circondariale napoletana è avvenuto intorno alla mezzanotte: consegnati, nel rispetto del regolamento carcerario, gli oggetti personali, l'on. Papa, accompagnato dalla polizia penitenziaria, ha raggiunto la cella che gli è stata assegnata. (GUARDA IL VIDEO).

"Tremate, le manette sono tornate" - Così titola il Giornale di Vittorio Feltri, che aggiunge: "Legnate al centrodestra e carezze per gli altri". Il riferimento è al fatto che mentre per Papa l'Aula ha detto sì al carcere, nel caso di Tedesco il Senato ha respinto la richiesta dei domiciliari. "La Casta si è divisa in due tronconi - scrive Feltri - . Da una parte, chi ha colto l'occasione per ingraziarsi gli italiani stanchi di essere rappresentati da politici che difendono le proprie tasche, ma saccheggiano quelle degli altri. Dall'altra, chi pur consapevole dell'impopolarità della scelta, ha cercato di ribadire il principio secondo il quale non si manda in carcere prima del processo, cioè in assenza di un verdetto, un deputato eletto dal popolo e, quindi, incaricato di svolgere un mandato".

Il caso Papa spacca il centrodestra - A proposito del caso Papa, però, sono in molti a puntare il dito contro la spaccatura consumatasi all'interno della Maggioranza. "Sconfitto Berlusconi" titola Repubblica, che sottolinea come il premier sia infuriato dalla scelta della Lega di votare sì all'arresto del deputato pidiellino. "Silvio è furibondo" scrive anche Libero; "La parola di Bossi non conta più" si legge su la Stampa che riporta un virgolettato attribuito proprio al presidente del Consiglio.
E della necessità di un chiarimento tra Bossi e Berlusconi parla anche Cicchitto dalle pagine del Corriere della Sera.
"Una parte della Lega ha fatto un grave errore politico. Non ne trarremo conseguenze per il governo, ma certo occorrerà un chiarimento tra Berlusconi e Bossi". Questa la convinzione del capogruppo del Pdl alla Camera. Sul voto riguardante l'arresto di Alfonso Papa "c'è stato un atteggiamento strumentale, per logiche di scontro politico, che hanno condotto a questo voto".

Tangenti, indagato Penati -
Il caso che coinvolge Filippo Penati è l'altra importante notizia che trova rilevanza sui quotidiani in edicola.
E' stata la denuncia dell'ex proprietario delle aree Falck e Marelli di Sesto San Giovanni a dare il via all'inchiesta su un presunto giro di mazzette per realizzare imponenti interventi edilizi sui due terreni industriali da riqualificare.
Intanto, si inizia a parlare di tangentopoli di sinistra ma, come scrive Andrea Scaglia su Liberoo, "cominciamo col dire che indagato non significa condannato e neppure imputato". Comunque, aggiunge, "questa storia sa di deja vu  e riporta alle atmosfere dei primi anni Novanta". Tangentopoli per l'appunto.
"Compromessa la credibilità del Pd - scrive Pierluigi Battista sul Corriere- che, proprio nel giorno in cui diventa pubblica una vicenda giudiziaria che coinvolge Filippo Penati, ex capo della segreteria politica di Bersani, finisce per apparire come il beneficiario di un insopportabile trattamento di favore, con ogni probabilità favorito da franchi tiratori infedeli alla linea ufficiale del partito".
E dal suo blog, il giornalista Gad Lerner chiede: "Penati deve spiegare al più presto, con la massima trasparenza e senza attendere le contestazioni dei magistrati, il suo operato al tempo in cui era sindaco di Sesto San Giovanni e gestiva la destinazione delle aree industriali dismesse. Lo deve alla sua biografia, lo deve al partito in cui Bersani gli assegnò incarichi di direzione nazionale, lo deve alla cittadinanza nauseata dal malgoverno affaristico del centrodestra lombardo".

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