Incontro Berlusconi-Napolitano su economia e rimpasto

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Il faccia a faccia al Quirinale è durato poco più di un'ora. Sul tavolo l'agenda economica dopo l'approvazione della manovra ma anche la sostituzione del ministro della Giustizia Alfano. Per La Stampa al suo posto potrebbe arrivare Brunetta

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E' durato poco più di un'ora l'incontro al Quirinale tra il premier Silvio Berlusconi (che era atteso in aula a Milano per il processo Mills) e il capo dello Stato per discutere della situazione economica del Paese, dopo l'approvazione sprint della manovra, ed in vista del vertice europeo straordinario in programma per giovedì a Bruxelles. L'attenzione del Quirinale è tutta rivolta alla salvaguardia dei conti italiani dal rischio di attacchi speculativi: lo dimostra il ruolo avuto in questi giorni per favorire la rapida approvazione della manovra e la lettera inviata domenica al Sole24Ore.

Un incontro, in cui era presente anche il sottosegretario Gianni Letta, per fare il punto sulla crisi economica, ma anche per affrontare dossier aperti come ad esempio la sostituzione del ministro della Giustizia Angelino Alfano, pronto a lasciare via Arenula dopo la nomina a segretario del Pdl. Secondo la Stampa, il favorito per prendere il posto del Guardasigilli sarebbe l'attuale ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Per il quotidiano torinese, un ministero (quello delle Politiche comunitarie, ancora "scoperto" dopo le dimissioni di Ronchi) potrebbe andare al capogruppo della Lega Reguzzoni, per placare le tensioni interne alla Lega.

Nell'agenda del colloquio al Quirinale anche i prossimi appuntamenti che attendono governo e Parlamento. In primo piano torna infatti il decreto sull'emergenza rifiuti, che da approda in aula alla Camera per la conversione in legge. Sul testo 'pesa' la contrarietà della Lega Nord che già in Cdm si sfilò dall'approvazione.

Un'incognita, quella del voto del Carroccio, che il Cavaliere, affronterà salvo sorprese dell'ultima ora, in un vertice serale proprio con Bossi. Dopo l'incontro al Quirinale infatti Berlusconi dovrebbe subito ripartire per Milano. Con il Senatur il premier parlerà anche del voto della Camera, in calendario per mercoledì, sulla richiesta di arresto di Alfonso Papa.
Domenica sera Bossi ha ribadito i dubbi espressi già sabato sull'arresto ("no a manette prima della sentenza"), ma ha anche ribadito che la Lega "vuole votare sì all'arresto". "Penso - ha aggiunto - che la Lega voterà per l'arresto". Una posizione che certo non fa dormire sonni tranquilli al Pdl, anche se i dubbi del Senatur potrebbero pesare sul voto.

Ascolta le parole di Bossi nel servizio di SkyTG24




A pesare sugli equilibri all'interno della maggioranza è poi la paura per l'apertura di nuove inchieste che possano coinvolgere nuovi parlamentari oltre alla preoccupazione di nuove rivelazioni sull'inchiesta P4 che coinvolge Marco Milanese, ex collaboratore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il ministro ha intanto smentito, con una lettera all'Unità, la notizia pubblicata dal quotidiano secondo cui starebbe lavorando ad un suo partito di cui avrebbe già depositato il simbolo: era, spiega, una "cosa" (si chiamava prima 'Futuro' e poi qualcosa tipo 'Positivo') nata nel 2004 e rimasta "a dormire nel pubblico archivio".

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