Intesa Tremonti-opposizione. Venerdì sì al decreto economico

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Finocchiaro: “Accolti alcuni nostri emendamenti”. Il ministro dell’Economia ringrazia il Pd, che rinuncia all’ostruzionismo ma non al voto contrario alla manovra. Berlusconi: "Serve coesione". Bersani: "Il premier non è un elemento di fiducia"

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Un'intesa bipartisan frutto di un'attenta regia - e non a caso benedetta a stretto giro dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano e caldeggiata dal premier Silvio Berlusconi - farà approvare in tempi da record (quattro giorni, un inedito nella storia della Repubblica) una manovra finora bersagliata dai veti incrociati di maggioranza e opposizione.
Per stoppare l'attacco della speculazione sull'Italia (quindi sull'euro e perciò sull'Europa) le opposizioni concordano pochi qualificati emendamenti e danno l'ok al varo entro il 15 luglio (rinunciando all'ostruzionismo, non certo al voto contrario o all'astensione).
Cessano anche i bisticci nella maggioranza ed il premier rompe un silenzio durato giorni. In una nota di Palazzo Chigi Berlusconi ha raccolto l'invito di Napolitano, parlando per la prima volta degli attacchi speculativi. Le parole di Silvio Berlusconi, però, per Famiglia cristiana non bastano. "Silvio, c'è la crisi, vieni fuori" scrive un editoriale del settimanale dei Paolini.

Tremonti accoglie gli emendamenti delle opposizioni - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha accolto alcuni emendamenti alla manovra proposti dalle opposizioni riguardanti tra l'altro le indicizzazioni delle pensioni, la progressività del bollo sui depositi titoli e la norma sull'ammortamento per le società concessionarie.  A riferirlo, la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, al termine dell'incontro tra il ministro dell'Economia e le opposizioni. "Una cosa positiva", dice Umberto Bossi.

Berlusconi: "Per l'Italia non è certo un momento facile" - Dopo giorni di silenzio, Berlusconi ha deciso di intervenire attraverso una nota di Palazzo Chigi: "La crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l'Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno più concreto dell'unità dell'Europa. Le autorità europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia" scrive il premier. 
"Per noi, per l'Italia è un momento certo non facile – continua - La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. [...] Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Già quest'anno porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia".
"Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione- rassicura inoltre Berlusconi - la nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità  innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali".
"Dobbiamo essere uniti – conclude - coesi nell'interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale". Il premier fa così eco all'appello all'unità del capo dello Stato.

Pd: "Si approvi la manovra e poi il governo vada a casa" - Il governo ha accolto alcuni emendamenti dell'opposizione. Il Pd, però, voterà contro la manovra e insiste nel chiedere che poi il governo vada a casa. "La manovra è del tutto insufficiente e non la voteremo", dice la capogruppo al Senato, Angela Finocchiaro, ma è un "momento aspro e difficile per l'Italia" e per questo "chiediamo che il dl sia approvato in Senato tra mercoledì sera e giovedì mattina. Poi avrà il via libera della Camera e a quel punto noi chiediamo che il governo vada via".
E alla nota del premier replica dal Cairo, dove si trova per una missione in Medio Oriente, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Noi per l'Italia facciamo la nostra parte, siamo fiduciosi ma non credo che Berlusconi sia un elemento di fiducia né per l'Italia né per il contesto internazionale".

Famiglia Cristiana: "Silvio vieni fuori" - "Silvio, c'è la crisi, vieni fuori". Così Famiglia Cristiana titola un editoriale online in cui chiede a Berlusconi, nell'attuale tempesta finanziaria che mette a rischio i conti pubblici, "di farsi vedere, battere un colpo, dire qualcosa. Mostrare al mondo, insomma, che l'Italia ha ancora un primo ministro". "Mentre la speculazione internazionale si abbatte sulla nostra economia, e il secondo partito della maggioranza, la Lega Nord, si esercita sul folklore dei ministeri a Monza - commenta il settimanale dei Paolini - il capo del Governo sparisce in una delle sue 21 ville. Non esattamente una prova da leader della nazione".

La situazione in Borsa -Martedì 12 luglio, dopo un'apertura disastrosa e il nuovo record dello spread, ha recuperato terreno chiudendo in rialzo, grazie anche all'asta dei bot a 12 mesi, che ha ridato fiducia ai mercati.

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