Alfano: "Nel 2013 Berlusconi leader oppure primarie"

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Il neosegretario del partito, designato dal premier in un'intervista come suo successore, rilancia la consultazione degli elettori. E sulle richieste di custodia cautelare per Papa e Milanese: "Siamo garantisti, decideremo in base alle carte". VIDEO

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Designato in un’intervista a Repubblica dal premier (che l’ha però liquidata come colloquio informale), candidato premier nel 2013, Angelino Alfano, neosegretario del Pdl si schermisce. "Sono convinto e persuaso – ha detto a Mirabello, alla festa del partito - che nel 2013 avremo con gioia ancora bisogno della leadership di Berlusconi per vincere elezioni politiche 2013". "Dopo Berlusconi – ha detto ancora Alfano - il futuro leader sarà scelto con le primarie. Dopo Berlusconi nessuna altra leadership si può consacrare senza primarie".

E l'assicurazione deve essere risultata gradita ai molti che nel Pdl continuano a difendere l'istituto tanto caro alla sinistra. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ad esempio, è stato il primo a dire di 'no' alle "nomine dall'alto" ricordando che il Pdl ha scelto che la premiership la decide "il popolo". Analoghe, tra gli altri le prese di posizione del presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: "Bene Alfano, ma per quanto riguarda la candidatura a premier per il 2013 si vedrà" e di Gianni Alemanno: "Ok Alfano ma servono le primarie").

"Spero di dimettermi da ministro entro la prossima settimana" - Alfano, poi, ha parlato anche delle tensioni interne al partito affermando che "il Pdl non è né un caos, né una caserma. E' semplicemente un partito serio nel quale è aperto un confronto”.
Il ministro della Giustizia ha anche annunciato che conta di dimettersi entro la prossima settimana per potersi dedicare al suo ruolo di coordinatore del partito.

"Su Papa e Milanese valuteremo in base alle carte" - A proposito delle richieste di custodia cautelare che pendono su due deputati Pdl Alfonso Papa e Marco Milanese, Alfano ha chiarito che Il Pdl deciderà in base alle carte e al parere degli esperti: "Noi siamo garantisti e siccome con la libertà delle persone non si scherza prenderemo decisioni sulla base delle carte". Più categorico, invece, su Tremonti: "Sono convinto che Giulio sia una persona perbene".

Il rapporto con l'Udc - Alfano ha poi affrontato il tema delle alleanze, in particolare con l'Udc: "Non siamo disponibili ad allargare alcunché se questo vuol dire sacrificare Berlusconi. Per noi  questa è una condizione inaccettabile".
"Di Casini - ha aggiunto - ho un grande rispetto. E' entrato da solo in Parlamento, con i suoi voti e basta, e ha fatto un'opposizione dura, a volte eccessivamente severa, ma gli va dato atto che è stato eletto all'opposizione e lì è rimasto. Non ci ha tradito. Non credo che domani saremo pronti a riprendere insieme un nuovo cammino - aggiunge - ma non credo, allo stesso tempo, che le nostre strade siano per sempre separate".

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