Lodo Mondadori, Berlusconi: Tremonti sapeva tutto

SilvioBerlusconi e Domenico Scilipoti. Foto d'archivio
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"Non era un intervento ad personam" dichiara il premier alla presentazione del libro di Scilipoti sulla cosiddetta norma 'salva Fininvest'. E annuncia: "Può essere reintrodotta in Parlamento". Bossi: "Nessuno sapeva, neanche Giulio"

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Fininvest, che controlla Mediaset,  nella vicenda giudiziaria che la vede opposta alla Cir si salverà anche senza la norma stralciata dalla manovra sul Lodo Mondadori.
Ne è certo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ribadisce che il provvedimento era "sacrosanto, equilibrato" ed era stato discusso in Consiglio dei ministri. E in ogni caso, ribadisce, "non l'ho scritto io".

Tremonti sapeva tutto, norma "sacrosanta" - Berlusconi rilancia quindi la palla in materia a Tremonti dopo che il ministro del Tesoro aveva detto ai cronisti di chiedere lumi a palazzo Chigi. "Tremonti considerava quella norma sacrosanta e non ha ritenuto di portarla al voto del Consiglio dei ministri pensando che fossero tutti d'accordo ed io ne ho avuto la conferma perché ad esempio Calderoli che non la conosceva mi ha detto 'perbacco se lo sapevo la potevo scrivere meglio'. Non c'è nessun giallo, appena ho visto le polemiche ho scritto una dichiarazione e ho ritenuto di farla togliere". Calderoli però chiarisce di aver "appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei ministri...". Anche Bossi insiste: "Non lo sapeva nessuno. Nemmeno Tremonti".


Ascolta, nel video qui sotto le parole di Tremonti che, sulla salva Fininvest, ha dichiarato: "Ne parlerà palazzo Chigi".


La salva Fininvest potrebbe tornare in Parlamento - Intanto, però, il premier ribadisce che "non c'è nulla che ci impedisca" di reinserire la norma 'salva-Fininvest' nella manovra, "tanto ci sarà a breve una sentenza. Dopo, quindi, si potrà pensare a reinserirla in Parlamento perché non sarà più considerata una norma solo per la Fininvest o ad personam". Anche su questa ipotesi Bossi ha commentato: "Non ne so niente"

Al governo fino al 2013 - Berlusconi torna poi sulla tenuta del governo fino alla fine della legislatura. "Non consegneremo l'Italia a Bersani, Di Pietro e Vendola nonostante il fango dei giornali e di quello che viene deciso nei salotti dei cosiddetti fantomatici poteri forti", ha detto Berlusconi che ha ribadito di non aver alcuna intenzioni di dimettersi. Poi ha aggiunto: "Ho fiducia molto minore nella capacità della politica di cambiare le cose".

Contrario alla missione in Libia: avevo le mani legate - Nel corso della conferenza stampa alla Camera in occasione della presentazione del libro di Domenico Scilipoti, il premier parla anche dell'intervento in Libia. "Ero e sono contrario all'intervento in Libia ma ho avuto le mani legate dal voto del Parlamento del mio Paese e sono stato costretto ad accettarlo non solo per la decisione dell'Onu ma anche per l'intervento del capo dello Stato alle Camere". Queste le parole di Berlusconi parlando in conferenza stampa alla Camera sostenendo che "l'intervento non è attribuibile alla volontà degli americani, ma alla decisione di un Paese europeo e nell'ultimo Consiglio europeo Sarkozy e Cameron hanno detto che la guerra finirà quando a Tripoli ci sarà una rivolta dei ribelli contro Gheddafi".

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