Leggi ad aziendam, quando la maggioranza tenta il blitz

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La norma in difesa della Mondadori, inserita nella manovra economica e poi ritirata tra le polemiche, è solo l'ultimo episodio. Già un anno fa il governo aveva cercato di far passare una legge "sospendi processi". Ecco gli altri casi sotto accusa

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Una piccola norma inserita nella manovra. Che, guarda caso, sembra tagliata sulle esigenze della difesa, nel processo della Cir contro la Fininvest di Berlusconi per il lodo Mondadori. Scatta l’allarme "legge ad personam". L’opposizione protesta. Il Quirinale fa trapelare le sue perplessità. La maggioranza sbandiera un presunto interesse generale. La Lega prende le distanze. La norma salta. Il blitz fallisce.

Non è la prima volta che succede. Il “giallo Mondadori”, l’ha definito con non poca ironia il quotidiano leghista La Padania. Ma ha il sapore del deja-vu il copione andato in scena in maniera plateale all’inizio di questa settimana, con il codicillo ribattezzato "salva-Mediaset" o "lodo Mondadori" inserito di soppiatto (e in neanche 48 ore subito ritirato) dalla finanziaria. E non bisogna neanche scomodare l’elenco delle cosiddette "leggi ad personam" varate nel quindicennio berlusconiano (nel novembre 2009 Giuseppe D’Avanzo su Repubblica ne contava 18).

Per rintracciare un precedente, è sufficiente andare indietro di un anno, all’8 luglio 2010, quando il governo presenta al Senato un emendamento alla manovra. A prima vista tutto ok, ma il Pd denuncia che tra le varie disposizioni si annida una norma "anti-Mesiano", dal nome del giudice di primo grado che nel 2009 ha firmato la sentenza che obbliga la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti con 750 milioni per l’affare Mondadori. Di cosa si tratta? Di una previsione (“nascosta” nella finanziaria, tra altre in materia di processo civile) che potrebbe portare alla sospensione (e dunque allo slittamento) per sei-nove mesi del processo Fininvest-Cir in secondo grado, perché prevede che anche per i processi già pendenti si possa fare un tentativo di conciliazione.

Apriti cielo. La "sospendi-processi" viene subito incasellata tra le norme ad personam. E il Pd definisce il Guardasigilli Angelino Alfano, cui spetta la paternità, "ministro ad personam". La Fininvest smentisce, con “stupore e sdegno”, ogni “illazione”. Ma le polemiche non si placano e il giorno dopo, il 9 luglio, il governo stralcia dal decreto sulla manovra l’emendamento Alfano.

Niente da fare un anno fa. Niente da fare oggi. Il copione si ripete. E a pochi giorni dall’attesa sentenza d’appello sul processo Fininvest-Cir (dovrebbe arrivare nei prossimi giorni), fallisce il secondo tentativo di far passare tra le pieghe di una manovra finanziaria un codicillo "salva-Mediaset", per tentare di arginare, con la sospensione dell’esecutività della sentenza, quella che Berlusconi non ha esitato a definire una “rapina a mano armata” nei confronti delle sue aziende.

Un altro tentativo, invece, sembra andato a buon fine l’anno scorso, quando una disposizione inserita nel decreto incentivi ha sgravato la Mondadori di un altro pesante contenzioso con il fisco. Perché, come ha svelato la Repubblica, la casa editrice controllata dalla Fininvest ha potuto “chiudere con una mini-transazione da 8,6 milioni, un contenzioso quasi ventennale in cui l’agenzia delle entrate le contestava il mancato pagamento di 173 milioni di tasse evase nel ‘91”. “Della presunta ‘legge ad aziendam’ ha usufruito anche il gruppo De Benedetti, con l’editrice di L’Espresso e Repubblica”, ha rispedito allora al mittente le accuse Marina Berlusconi. Ma il direttore di Repubblica Ezio Mauro ha replicato: “Il nostro gruppo usufruisce delle leggi della Repubblica italiana, diverso è costruirsi le leggi per poterne usufruire”.

Ad ogni modo, il tira e molla sulle disposizioni in materia di giustizia è un leitmotiv dei governi Berlusconi. E i tentativi falliti di inserire quelle norme in provvedimenti di tutt’altro tipo, compongono una casistica a sé. Poco prima che la "salva-Mediaset" si insinuasse nella manovra, una disposizione cara al premier (anche se non "ad personam") per inasprire la responsabilità civile dei magistrati, è stata introdotta nella legge comunitaria. Ma il governo sulla comunitaria è andata sotto due volte e la norma sui giudici si è arenata con l’intero provvedimento.

Per fare solo un altro esempio, si può infine risalire all’estate 2008, all’inizio della legislatura, quando si cercò di inserire nel decreto sicurezza un codicillo ribattezzato “blocca-processi” o “salva-premier” per ottenere la sospensione dei procedimenti giudiziari (inclusi quelli contro Berlusconi) per i reati commessi prima del giugno 2002. Le proteste infuriarono per giorni, prima che la norma fosse fermata per fare largo al lodo Alfano. Un provvedimento, quest’ultimo, andato in porto in Parlamento, ma bocciato dalla Consulta. E iscritto dunque di diritto nella casistica dei blitz falliti.

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