Sacconi: siamo pronti a modifiche sulle pensioni

Tremonti, Berlusconi, Sacconi
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Il titolare dell'Economia illustra il testo: "Il Quirinale ha firmato". Bersani: penalizzati i ceti medio bassi. Marcegaglia avverte: l'Italia deve tagliare la spesa

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Governo al lavoro per superare gli ultimi ostacoli sulla manovra finanziaria. Ritirata la norma sul Lodo Mondadori, il Quirinale non ha nascosto perplessità su alcuni altri punti come la soppressione dell'Ice e lo stop alla riscossione delle multe sulle quote latte. Intanto, dopo il posticipo di martedì, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha convocato la tanto attesa conferenza stampa per illustrare il provvedimento a cui parteciperanno  anche i ministri Sacconi, Romani, Brunetta, e Calderoli. Poi dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale comincerà la maratona parlamentare da concludersi prima della pausa di agosto. Pesante l'impatto complessivo del provvedimento che sfiora i 50 miliardi, tra maggiori entrate, tra cui 8,8 miliardi per il bollo sul "conto titoli", e risparmi di spesa. Il clima in aula si annuncia rovente.
Una prima mano tesa al dialogo, però arriva dal ministro del Welfare Sacconi che apre a modifiche sull'indicizzazione delle pensioni da tre a cinque volte il minimo Inps prevista in Manovra.

Sacconi apre sulle pensioni - "Bisogna ricordare che le fasce più basse sono indicizzate
al 100%. Si tratta di guardare alle fasce medio-alte. Siamo pronti a modifiche ma non dimentichiamo che norme di questo tipo sono state fatte da tutti i governi di centrosinistra, quindi non bisogna fare una polemica ideologica", ha detto Sacconi.    "Verifichiamo i modi di produrre un effetto finanziario, ma diversamente da come oggi è disposto. Siamo apertissimi a discuterne", ha aggiunto il ministro.
Apertura anche attraverso le parole del presidente dei deputati del Popolo della Libertà a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, che "ha rivendicato la possibilità, di intesa col gruppo Pdl al Senato, di lavorare per qualche modifica alla manovra economica specie per ciò che riguarda le pensioni".

Il nodo sugli assegni pensionistici - La manovra prevede una stretta sulle pensioni medio-alte che vale 600 milioni nel 2012 e 1,09 miliardi sia nel 2013 che nel 2014. Nei due anni infatti la rivalutazione al 100% sarà garantita solo sugli assegni fino a 1.428 euro lordi mensili. Per la quota compresa tra 1.428 e 2.380 euro ci sarà una rivalutazione al 45% mentre saranno bloccati gli assegni superiori all'ultima soglia.

Bersani: trasformiamo il provvedimento in ddl - L'opposizione però non ci sta. Lo ha più volte ribadito negli ultimi giorni, e ora arriva la proposta di Bersani che dichiara: "Siamo contrari a questa manovra ma se il governo la trasforma da decreto in disegno di legge garantiamo una decisione entro il 30 settembre". Queste le parole del segretario del Pd a margine della Relazione dell'Autorità dell'Energia. "Ci dovrebbero - ha proseguito Bersani - dare almeno il tempo di spulciare i commi, che si trova sempre qualcosa di interessante...". Il leader del Pd ha confermato il suo giudizio sul provvedimento: "Si tratta di una doppia patrimoniale e si poggia tutta sui ceti medio-bassi. Inoltre non fa arrivare al pareggio di bilancio, abbatte gli investimenti e la crescita e non c'è alcuna riforma che rilanci l'economia di questo paese".

Casini: colpito il ceto medio - No alla manovra anche dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini. La manovra, sostiene, mette le mani in tasca ai cittadini "colpendo i soliti noti, cioè quel ceto medio che sta scivolando nell'area della povertà. Avremmo preferito che fosse colpita la speculazione sulle rendite finanziarie e sui grandi patrimoni perché è giusto che nei momenti di crisi chi più possiede più debba dare".

Marcegaglia: l'Italia deve tagliare la spesa - Interviene sul tema anche la presidente degli industriali Emma Marcegaglia. "L'Italia ha bisogno di tagliare la spesa pubblica, altrimenti rischia di diventare come la Grecia" ha dichiarato la presidente di Confindustria intervenendo al forum annuale del comitato Leonardo. "In un momento complesso come questo, il nostro Paese ha bisogno di tagliare la spesa pubblica, di riequilibrare i conti, altrimenti rischia di diventare come la Grecia, anche se non siamo come la Grecia", ha detto Marcegaglia, sottolineando che "tagliare la spesa non piace a nessuno, ma dobbiamo farlo".

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