La manovra sale a 47 miliardi. La Lega: "Il governo rischia"

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Vertice di maggioranza ad alta tensione. Bossi: "Bisogna lavorarci ancora, ma abbiamo ottenuto la modifica del patto di stabilità". Frattini: "Nessuna diminuzione delle tasse". E intanto la Corte dei Conti avverte: "Serve crescita, no a tagli lineari"

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Tensione nella maggioranza in vista del via libera alla manovra economica.
Nella giornata di martedì 28 giugno c'è stato il summit a tre tra il premier Berlusconi, il leader della Lega Bossi e il ministro dell'Economia Tremonti, cui è seguita una riunione con i ministri e i dirigenti della maggioranza.
Quello che ne è uscito è un nuovo documento (si tratta ancora di una bozza: il Corriere della Sera ha pubblicato sul proprio sito il pdf).

Una manovra da 47 miliardi
- Due miliardi subito per coprire le spese inderogabili, circa 5 sul 2012 e 20 sia sul 2013 che sul 2014: la manovra arriva così a circa 47 miliardi, un po' più dei 43 inizialmente ipotizzati. Ma sulle singole misure, emerse dalle bozze circolate martedì 28 giugno, ancora si tratta. E ci sono 48 ore per eventuali modifiche. E' il caso della norma per aumentare a 65 anni l'età per la pensione delle donne nel settore privato che, da quanto si apprende, potrebbe essere “ammorbidita” o addirittura saltare dal testo. E ulteriori novità potrebbero arrivare sia sul fronte fiscale (nella bozza manca questa parte) sia sui tagli alla politica.
Sul fronte fiscale non è ad esempio ancora noto se l'ipotizzato aumento delle aliquote Iva più alte (all'11 e 21%), negato dal ministro dello Sviluppo Paolo Romani, venga invece ricompreso tra le “coperture” della manovra restando “disponibile” anche per la successiva riforma fiscale per la quale verrebbe presentata solo una richiesta di delega, non i contenuti ("non ci sarà ora il taglio delle tasse", conferma Umberto Bossi). E anche il capitolo dei tagli alla politica non è ancora definito.

Il servizio: ecco cosa prevede la manovra




Un "alleggerimento" per i ministri - Oltre alle poche pagine circolate nei giorni scorsi avanza però l'ipotesi (lo dice il ministro delle politiche agricole Saverio Romano dopo il vertice a Palazzo Grazioli) che ad essere “alleggeriti” possano essere gli stessi ministri. Dal prossimo mese infatti - dice Romano - potrebbero prendere solo lo stipendio da parlamentari. E sempre Romano annuncia che per gli interventi sul 2011 si pensa di far pagare soprattutto le banche, anche se non si precisa in che modo e nel testo della bozza non c'è nessun riferimento. L'ipotesi di tassare le transazioni viene però già fortemente osteggiata da Borsa italiana che esprime "profonda preoccupazione" sulle indiscrezioni circa la volontà del governo di introdurre all'interno della manovra economica una tassazione sulle transazioni finanziarie.

La Lega: "Nessuna decisione è stata presa" - Al termine dell'incontro, il capogruppo leghista alla Camera Reguzzoni, ha parlato comunque di una "riunione serena e costruttiva", aggiungendo però che "nessuna decisione è stata presa, quindi non ho nulla da dire".
Il ministro degli Esteri Frattini si è detto convinto che vi sarà una rimodulazione e non una diminuzione delle tasse. E a chi gli domandava a quanto ammonterà la manovra il ministro ha risposto: "Non so con precisione ma quello che è già uscito".

I commenti di Alfano, Frattini e Cicchitto:





Tremonti: ma quali dimissioni... - Poco prima dell'inizio del summit, Tremonti aveva smentito le voci sulla minaccia di possibili dimissioni avanzate dopo le dure critiche da parte della maggioranza (in primis, quelle del sottosegretario Maurizio Crosetto, che ha parlato di manovra "da psichiatra" e poi è tornato ad attaccare Tremonti dandogli del "bollito"): macché lettera di addio, in tasca ho solo una manovra "seria" fatta "per il bene dell'Italia".
Molto meno ottimista il leader del Carroccio Umberto Bossi, che ha risposto con un secco "sì" alla domanda dei cronisti che gli chiedevano se il governo rischiasse o meno (guarda il video in alto): "Rischia fino a quando la manovra non è passata, bisogna lavorarci ancora". Aggiungendo: "Siamo riusciti a ottenere la modifica del patto di stabilità per i comuni virtuosi".  

Bersani: "Farsa drammatica" - "Siamo alla farsa drammatica". Se la scaglionatura della manovra in vista del pareggio di bilancio, come sembra emergere dal vertice di Palazzo Grazioli, concentrerà il grosso sul biennio 2013-2014, "è una presa in giro colossale per l'Italia". E' questo il commento del segretario del Pd Pier Luigi Bersani dopo le indiscrezioni filtrate dal vertice di maggioranza.

La Corte dei Conti: "No a tagli lineari" - E nelle stesse ore in cui si svolgeva il summit di Palazzo Grazioli, arriva il monito della Corte dei Conti, attraverso le parole del primo presidente di sezione Luigi Mazzillo.
Dopo aver detto che il governo è consapevole di quanto il percorso di aggiustamento dei conti pubblici "si presenti gravoso e di grande complessità" e di come la scelta dell'esecutivo appaia orientata a "mantenere stabile il livello aggregato della pressione fiscale ed a concentrare tutta la correzione dei conti sulla spesa", Mazzillo ha ricordato come occorra ricercare un "difficile punto di equilibrio tra la riduzione del debito pubblico e il riordino della crescita economica".

Le dichiarazioni del presidente della Corte dei Conti:





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