La protesta No Tav spacca la sinistra

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L'ala radicale denuncia "la logica dello scontro" dopo il blitz della polizia per consentire l'inizio dei lavori dell'alta velocità in Val di Susa. Vendola: "Scene rapide di guerra". Ma Bersani dice: "No al blocco dei cantieri"

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"Attacco militare". "Ordine 'manu militari"'. "Uso della forza inaccettabile". La sinistra va sulle barricate contro il blitz delle forze dell'ordine per aprire il cantiere della Tav (LE FOTO). e si schiera incondizionatamente al fianco dei manifestanti che cercano di bloccare l'inizio dei lavori.
Ed è spaccatura con il Pd di Bersani che dice 'no' al blocco dei cantieri; mentre Antonio Di Pietro, che nei giorni scorsi ha lanciato un 'nuovo corso' dell'Idv, sulla Tav assume una posizione intermedia: le infrastrutture vanno fatte ma in ogni caso "meglio andare col mulo che manganellare" chi protesta.

Vendola: "Scene rapide di guerra" - "E' inaccettabile l'idea che al dissenso legittimo delle popolazioni si debba rispondere con la violenza e con la repressione", tuona il leader di Sel Nichi Vendola, che aggiunge: "Chi ha la responsabilità di non aver saputo interloquire e ascoltare le ragioni di chi sta difendendo le proprie comunità e territorio oggi non può cavarsela con scene rapide di guerra in Val di Susa".

I Verdi: "Si è tornati alla logica dello scontro" - I Verdi Angelo Bonelli e Monica Frassoni parlano di "inaccettabile guerra contro la popolazione della Val Susa", sostenendo che "si è tornati alla situazione di sei anni fa, alla logica dello scontro". Da Rifondazione comunista Paolo Ferrero parla di "intervento militare del governo che ha impegnato migliaia di agenti", ottenendo "un successo puramente militare, indegno di un paese civile, che non sposta di una virgola il problema politico, e cioè che la maggioranza della popolazione è contraria a quest'opera dannosa per l'ambiente e assurda per le finanze pubbliche".
Oliviero Diliberto del Pdci rileva: "In un sistema democratico il ricorso alla repressione è sempre una sconfitta. Ma mi rendo conto che si tratta di esigenze sconosciute al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno".

Turigliatto: "Asse Lega- Pd" - Ma è Marco Ferrando, che bolla il blitz come "un inaudito attacco militare", a puntare per primo il dito sull"'avallo che le opposizioni parlamentari, a partire dal Pd, hanno dato a questa operazione repressiva".
Gli fa eco Franco Turigliatto di Sinistra critica: "In Val Susa si è materializzato nella sua drammaticità il nuovo asse Lega - Pd", rileva, osservando che "Maroni non ha fatto altro che eseguire gli ordini impartitigli dal Pd di Chiamparino e Fassino che avevano richiesto al governo persino l'uso dell'esercito per iniziare finalmente i cantieri e ricevere i finanziamenti europei".

Pd: "No al blocco dei cantieri" - E il Pd? Bersani dice sì a minimizzare l'impatto ambientale, no al blocco dei cantieri. Non manca di esprimere "molta amarezza" per il blitz, pur non mancando di sottolineare "anche che nel movimento No Tav ci sono anche frange violente".
Insomma, è il ragionamento del segretario, "non possiamo consentire che il processo di decisione venga bloccato da iniziative prese da una frangia limitata di persone"; ma l'azione delle forze dell'ordine deve "essere diretta a ridurre al massimo la portata degli incidenti".

L'Idv: "Le infrastrutture non si costruiscono col manganello" - In questo quadro si evidenzia anche la cautela di Antonio Di Pietro. "Le infrastrutture e l'intermodalità sono fondamentali per l'Italia. Ma riteniamo altrettanto fondamentale e prioritario che le infrastrutture non si costruiscano con il manganello", sottolinea, aggiungendo: "E' chiaro che vorremmo che le infrastrutture si facessero ma preferiamo mille volte andare con il mulo piuttosto che con il manganello sulle teste dei cittadini".

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