Gli "onorevoli" vitalizi dei deputati italiani

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Un dossier reso noto da 'La Stampa' rivela: per i nostri parlamentari pensioni 3 volte superiori a quelle dei colleghi europei. Il Pd pensa di chiederne l'abolizione, ma una analoga proposta Idv è già andata a vuoto. Su Facebook gruppi contro i privilegi

di Giulia Floris

E' una delle voci più contestate quando si parla di "costi della politica" e "privilegi della casta" e dà spunto a gruppi e invettive sul web. Il vitalizio dei deputati scatta dopo 5 anni di mandato effettivo, e viene erogato a partire dal 65° anno di età, ma può scendere fino al 60esimo in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Se un lavoratore qualunque dunque deve lavorare 40 anni per sudarsi la, spesso modesta, pensione (e il governo studia in questi giorni come alzare i limiti di età), per un onorevole ne bastano 5. E si parla di cifre che vanno da un minimo di 2mila e 486 euro a un massimo di 7.460 euro.

Un trattamento che, rivela un dossier riservato reso noto da Carlo Bertini su La Stampa, è all’incirca il triplo di quello dei colleghi europei. In Francia, per fare un esempio, con 5 anni di mandato si percepisce un vitalizio di  780 euro (contro i 2mila e mezzo dell’Italia), in Gran Bretagna a 15 anni di mandato corrisponde un vitalizio d 2.381 euro, contro i nostrani 7.460.
Se poi si ricorda che, secondo l'ultima relazione annuale dell'Inps, la metà delle pensioni percepite dagli italiani è sotto i 500 euro, l'idea della spaccatura tra il Paese e "la casta", è ancora più evidente.

Lo studio rivelato da La Stampa sarà esaminato dai questori di Montecitorio Mazzocchi (Pdl) e Albonetti (Pd) insieme al presidente della Camera Fini il 4 luglio e nasce da una richiesta avanzata lo scorso settembre dal Pd, che si appresta a presentare un ordine del giorno sulla soppressione del vitalizio a partire dalla prossima legislatura.

Eppure un tentativo in questo senso si era già avuto nel settembre del 2010, quando il deputato Idv, Antonio Borghesi, ha presentato un odg perché l'Uffcio di Presidenza provvedesse all'abolizione del vitalizio dei parlamentari. Esito della votazione, su 525 presenti, 5 astenuti, 22 sì 498 no. Della proposta  ha riferito anche la trasmissione Report di Milena Gabanelli il 22 maggio ridando attualità alla questione. Il video della puntata con l'intervento di Borghesi conta più di 6mila condivisioni su facebook, e anche su youtube sono migliaia le visualizzazioni.

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E le tracce del mal di pancia contro il vitalizio, in Rete, si possono trovare anche nei tanti gruppi nati su facebook come "Aboliamo il vitalizio dei parlamentari", "Petizione contro il vitalizio ai politici" e anche "Aboliamo il vitalizio per i consiglieri regionali", nato dall’iniziativa di Giancarlo D’Anna, consigliere  delle Marche che porta avanti la sua battagli a contro il vitalizio nella sua Regione. E a livello locale non si tratta di un'iniziativa isolata. In Lombardia, ad esempio, Giulio Cavalli, consigliere Idv, ha presentato una proposta analoga per gli eletti al Pirellone.
Intanto però, in Abruzzo, una legge per innalzare il limite del vitalizio da 55 a 65 anni ha scatenato le proteste di diversi, è proprio il caso di dirlo, privilegiati, contro i quali è nato su Facebook un gruppo di "indignati".

L’unica Regione, finora, dove di fatto qualcosa è già successo è l’Emilia Romagna che ha deliberato l’abolizione del vitalizio. Ma, come sottolinea Bertini sulla Stampa, "ovviamente dalla prossima legislatura".

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