Intercettazioni, il Pdl preme: "Fermare gioco al massacro"

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Dopo la pubblicazione di alcune conversazioni uscite dall’inchiesta sulla P4, la maggioranza pensa a una nuova legge in materia. Cicchitto: "Quello che sta avvenendo è scandaloso". Alfano: "Tutto questo costa un miliardo di euro". VIDEO

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Il Pdl accelera sulle intercettazioni. Dopo la pubblicazione di alcune conversazioni uscite dall’inchiesta sulla P4 che parte da Luigi Bisignani e sembra coinvolgere molti personaggi della scena pubblica, non solo politica, molti esponenti della maggioranza sono tornati a spingere sul tema che aveva sollevato un vespaio di polemiche e proteste già alcuni mesi fa. E si fa strada tra le fila della maggioranza l'idea di una legge che limiti l'abuso delle intercettazioni e la pubblicazione del contenuto sui giornali.

Cicchitto: “Fermare il gioco al massacro”
-  Dopo le indiscrezioni sulle intenzioni della maggioranza (che, si è detto, vorrebbe rispolverare il ddl denominato 'legge bavaglio' oppure ricorrere a un decreto) il primo a intervenire pubblicamente è il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Quello che sta avvenendo con la sistematica pubblicazione di intercettazioni che non hanno alcun rilievo penale, ma che riguardano la vicenda politica italiana è semplicemente scandaloso, anche perché  è una operazione mirata e a senso unico". " E' un gioco al massacro che va fermato", continua Cicchitto, che si dice molto critico nei confronti dell’inchiesta sulla P4 dalla quale stanno emergendo queste intercettazioni pubblicate poi su molti giornali. "Io dico solo - ribatte - che se venissero intercettati tutti i vari lobbisti che sono in azione sulla scena politica nazionale, ci sarebbe senz'altro un panorama di informazioni un po' più ampio...".

Alfano: “Intercettazioni costano un miliardo di euro” - Non si tira indietro nemmeno il ministro della Giustizia e segretario in pectore del Pdl, Angelino Alfano, che già nei mesi scorsi aveva spinto sul disegno di legge contro le intercettazioni poi accantonato dal governo. Secondo il guardasigilli le intercettazioni telefoniche e ambientali "che leggiamo" sui giornali sull'inchiesta P4 sono irrilevanti e "costano un miliardo di euro". "Tutte le intercettazioni che leggiamo sui giornali - spiega Alfano - che sono anche divertenti ma che non hanno niente di penalmente rilevante, non sono gratis per il sistema. Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici è di un miliardo di euro".
Alfano ricorda che nell'ottobre del 2008, pochi mesi dopo il suo arrivo al dicastero di via Arenula, le ditte che fornivano il materiale per le intercettazioni avevano minacciato di bloccare il servizio perché non pagate da troppo tempo dal Ministero della Giustizia. Dopo una serie di interventi disposti dal ministro Alfano, "i costi delle intercettazioni sono diminuiti nel loro importo complessivo di un terzo e questo - ha sottolineato il guardasigilli - grazie alla strategia del fiato sul collo" sulle ditte stesse che per uguali servizi applicavano diversi prezzi in differenti uffici giudiziari.
"Abbiamo anche accertato - ha sottolineato Alfano - che il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici ad oggi ammonta ad un miliardo di euro. Si tratta di servizi giusti, perché le intercettazioni si devono fare, ma non sono certo gratis".

Frattini: “Pubblicare intercettazioni è indegno e illegale” - "La pubblicazione di conversazioni politiche, perché di questo si trattava, è assolutamente indegna e illegale", dice pure il ministro degli Esteri Franco Frattini, il cui nome compare in diverse trascrizioni di telefonate con Bisignani. "E' molto simpatico il fatto che parlassi di vicende politiche e di partito e che questo abbia attirato così tanta attenzione. Quel che ho detto al telefono l'avrei potuto dire in pubblico, quindi sulla sostanza non mi preoccupo minimamente. Posso parlare per telefono o davanti ad un microfono ma non cambia niente, il modo e i toni di questa diffusione massiccia sui giornali sono assolutamente scandalosi", ha commentato il ministro degli Esteri.

Casini: “Fare una legge adesso desterebbe molti sospetti” - Fuori dal coro il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: "In questo momento mi sembra difficile approvare una legge in fretta e furia, desterebbe troppi sospetti. Noi eravamo per l'approvazione del provvedimento a cui lavorò il ministro Mastella ma poi non se ne fece più nulla. In questa fase sarebbe sbagliato".

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