Di Pietro si difende sul suo blog: Che dovevo fare menargli?

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Il leader dell'Idv interviene sul colloquio con Berlusconi in Aula e commenta le tante critiche piovute anche sul web. E dopo la strigliata contro Bersani a Montecitorio ripete: "Voglio che il centrosinistra si dia un programma politico"

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Veemente come sempre, incalzante come sempre, ma nel mirino di Antonio Di Pietro in Aula mercoledì 22 giugno non c'era Silvio Berlusconi bensì a sorpresa Pier Luigi Bersani. Eppure alla Camera era la giornata della verifica di maggioranza, della replica sugli impegni presi dal premier. Ma il leader dell'Idv ha usato gran parte dei dieci minuti di intervento in diretta televisiva (guarda il video in alto) per sfidare il segretario del Pd a costruire subito l'alternativa. E il resto a raccogliere a suo modo l'appello del premier 'a dare una mano'.
I maligni in Transtlantico dicono che non è stato un caso, ma prima di prendere la parola in Aula Di Pietro ha avuto una chiacchierata sui banchi dell'emiciclo proprio con il premier, immortalati dai fotografi. "Gli ho detto che farebbe bene se se ne andasse al più presto", ha poi riferito lo stesso ex pm.

Quando poi è stato il suo turno di intervenire, tutti si aspettavano un discorso "dipietrese" dimenticando forse la svolta moderata delle ultime settimane. "Bisogna cominciare subito a costruire l'alternativa", ha esortato il leader dell'Idv, in diretta televisiva, "comincia tu, amico Luigi, perché spetta a te il dovere, l'onore e l'onere di convocarci”.
"Siccome difficilmente questo governo schioderà, abbiamo due anni per costruire l'alternativa ma dobbiamo cominciare subito", ha insistito. Eppure "qual è il nostro programma, la nostra coalizione, il nostro modo di scegliere la leadership? Non lo so cosa offriamo come alternativa, perché - ha scandito - non ho ancora avuto una riunione con gli altri leader dell'opposizione". E ancora. "Su che cosa faremo le primarie? Con quale programma e per chi?", ha chiesto. "Su questo punto serve chiarezza per evitare salti nel buio".

Al gelo dei primi momenti tra i banchi del Pd sono seguiti mugugni e un brusio sempre più insistente. "Hai fatto l'accordo con Berlusconi?", ha detto qualcuno.
E anche su Internet, nel sito ufficiale di Di Pietro, il post con l'intervento in Aula è stato commentato da decine e decine di persone. Ci sono quelli che gli rinfacciano l'incontro con il premier: "Io con Berlusconi non parlerei mai. Anzi gli starei proprio lontano", dice Alberto. E c'è anche chi malignamente osserva: "Non credo che Berlusconi si sarebbe seduto al fianco di Di Pietro, se la cosa non fosse precedentemente 'organizzata' fra i due".
Però qualcuno, anzi non pochi, difendono il leader dell'Idv: "Tutti scandalizzati per pochi minuti di conversazione con Berlusconi, io dico che è ora di finirla", scrive Albakiara.
Se infine c'è chi ringrazia l'Idv perché "senza non andrebbe a votare" c'è chi invece, rivolgendosi a Di Pietro, scrive: "Pochissimi giorni di vergogna ti sei giocato per sempre il mio voto".
Ma c'è anche chi dà un'altra lettura e invita a prestare attenzione: "B. si è avvicinato a Tonino, sapendo benissimo che questo avrebbe comportato un casino tra di noi. B.è un portasfiga, non caschiamoci".
Quanto ai rapporti all'interno del centrosinistra il commento di un utente è il seguente: "Va costruita con serietà un'alternativa. Purtroppo ancora una volta il PD non accoglierà le richieste di Di Pietro, forse hanno manie di protagonismo, forse non vogliono davvero cambiare le cose...".

Nella serata di mercoledì 22 giugno il leader dell'Idv è tornato, in un'intervista al Tg3, a parlare sia del faccia a faccia con Berlusconi che dell'intervento duro in Aula contro il Pd.

Guarda il video:




Poi Di Pietro ha spiegato, anche nel suo blog, il colloquio col premier. "Innanzitutto preciso che è stato il Presidente del consiglio ad avvicinarsi a me e non io a lui - scrive il leade dell'Idv -  poi io gli ho detto direttamente quello che cerco di dirgli indirettamente da mesi: che se ne deve andare, che per il bene del Paese dovrebbe avere il senso di responsabilità di lasciare il governo anche se ha ancora una maggioranza parlamentare che però non significa più niente dal momento che è stata comprata e che non corrisponde più alla maggioranza reale del Paese". "Tutto qui - continua -  che altro dovevo fare, menargli?

Di Pietro commenta anche tutte le critiche che gli sono piovute addosso per questo colloquio. "Nessuno con un grano di sale in zucca può pensare che io sia diventato berlusconiano. E allora perché tutte queste critiche incomprensibili? - scrive - secondo me perché io non mi accontento di un plebiscito che metta fine al berlusconismo ma voglio che il centrosinistra si dia un programma politico che non può più essere solo dire no a Berlusconi e alle sue leggi".

In ogni caso, se quello di Di Pietro era un guanto di sfida a Bersani, il segretario del Pd non l'ha raccolto. O almeno non nei termini che forse il leader dell'Idv sperava.
Nel suo discorso, Bersani ha dedicato appena poche righe alla replica. "Riunioni ne faremo finché vorremo, ma l'alternativa sta nel Paese, sta in una riscossa civica e morale che affronti i problemi che abbiamo davanti", si è limitato a dire. E una volta fuori, ai cronisti che gli sottolineavano i tanti complimenti rivolti da esponenti della maggioranza a Di Pietro, ha risposto sorridendo ironicamente con lo stesso "beato lui..." che aveva usato per commentare il colloquio con Berlusconi.

Il servizio di SkyTG24 con le parole di Bersani:


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