Berlusconi: "Maggioranza coesa". Bossi: "Aspetto i fatti"

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Il premier in Aula alla Camera per la verifica chiesta dal presidente Napolitano: "Sinistra divisa. Non c’è alternativa a questo governo". Poi, chiacchiera tra i banchi con Di Pietro che assicura: "Gli ho ribadito che deve lasciare". VIDEO

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Dopo il Senato è stata la volta di Montecitorio, per la verifica chiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari. Nel passaggio alla Camera il presidente del Consiglio ha riproposto il discorso fatto al Senato il giorno prima. E se stavolta Umberto Bossi è seduto accanto al premier, ai banchi del governo, il commento finale del leader della Lega è un apprezzamento condizionato: "Bello a parole, ora aspetto i fatti". In un clima di tensione all'esterno di Montecitorio, con la protesta dei Cobas scuola che lanciano uova, fumogeni e una bomba carta, e non senza un pizzico di goliardia in Aula, quando dai banchi Pd parte il coro "bacio-bacio" per ironizzare sul passaggio sull'amicizia tra Berlusconi e Bossi, in poco più di mezz'ora il presidente del Consiglio ripropone i punti cardine esposti a Palazzo Madama. Ma c’è un altro momento clou della giornata politica: la rapida chiacchierata tra Berluconi e Antonio Di Pietro seduti fianco a fianco. Si pensa ad un colpo di scena, poi lo stesso Di Pietro giura: a Berlusconi ho detto che farebbe bene ad andarsene. Il leader dell’Idv in Aula interviene poi a sfidare il Pd (IL VIDEO) a muoversi per costruire l'alternativa. Bersani (IL VIDEO) ha risposto brevemente, sempre in aula, dicendo che "l'alternativa sta in una riscossa civica e morale".
Intanto, all'interno del Carroccio, dopo due giorni di fibrillazioni post-Pontida, Marco Reguzzoni è stato confermato alla guida dei deputati della Lega Nord.

"Maggioranza forte e coesa
- Silvio Berlusconi cambia qualcosa del suo intervento rispetto a quello pronunciato martedì al Senato (in fondo all'articolo la versione integrale). Il canovaccio è lo stesso, ma all'inizio del discorso il premier elimina tutta la parte contro l'opposizione che ha chiesto le dimissioni del governo dopo la sconfitta alle elezioni amministrative. Unico passaggio dedicato al voto locale: "Il risultato delle amministrative" impone "una più incisiva azione di governo, ma non può influire sulla durata del governo".
Poi, il premier ha ribadito che la maggioranza è salda. "La coalizione di centrodestra ha raggiunto quota 317 (nel voto sul decreto sviluppo, ndr), ora è maggioranza assoluta alla Camera. Questo significa che la maggioranza c'è, è forte e coesa, è l'unica in grado di garantire la governabilità del Paese in un momento così difficile".
Non sfugge il sostegno che Berlusconi ha voluto dare al ministro dell'Economia Giulio Tremonti riconoscendo la validità di una politica economica di rigore: "Non abbiamo seguito le sirene di chi chiedeva interventi in deficit", spiega il Cavaliere che aggiunge:"Sarebbe stato da irresponsabili aumentare la spesa pubblica".

"Sinistra senza leader né programma" - "Non intendo polemizzare con le forme e i contenuti delle altre forze politiche, la democrazia richiede il rispetto altrui". Tuttavia, sottolinea Silvio Berlusconi nel suo intervento in aula (è il secondo passaggio del discorso nuovo rispetto all'intervento di martedì al Senato) "la sinistra può affinare la sua propaganda, raccogliere i voti di protesta, continuare ad organizzare il sabotaggio con i fischi durante i nostri interventi pubblici" ma "le tre o quattro opposizioni sono divise fra loro e non in grado di esprimere né un programma né un leader". Per questo, ribadisce Berlusconi, "l'unico assetto che può garantire stabilità e governabilità è l'alleanza tra Pdl e Lega".

Bersani: Berlusconi sembrava al primo giorno di scuola - "Abbiamo ascoltato tante chiacchiere - ha commentato il leader del Pd Pier Luigi Bersani (IL VIDEO) -  Berlusconi sembrava al primo giorno di scuola, tanti buoni propositi, come quelli che si fanno in quell'occasione".
I toni non cambiano quando si passa ai banchi dell'Italia dei Valori: "Il premier è ormai una barzelletta che non fa più ridere nessuno", è il commento di Massimo Donadi. Quanto ai centristi, l'invito al dialogo lanciato dal Cavaliere ai "settori moderati" viene subito rispedito al mittente: "Se c' è una persona che ha zero credibilità per farlo quella è proprio il premier. Sia lui che il suo partito, che spesso estremizza il confronto politico, non hanno nulla a che vedere con lo stile e con il programma del Ppe", taglia corto il segretario centrista Lorenzo Cesa.

Tensione fuori da Montecitorio - Scontri tra polizia e Cobas davanti a Montecitorio proprio mentre nell’Aula il premier Berlusconi stava pronunciando il suo discorso. La polizia, schierata in assetto antisommossa, ha provato a sedare gli animi che si sono accessi dopo lo scoppio di un forte petardo.

La curiosità: colloquio Di Pietro-Berlusconi - Sorpresa fra i banchi di Montecitorio dove nel pomeriggio proseguiva il dibattito sulla verifica di governo. Il premier, rientrato in aula nonostante non sia atteso nessun voto, ha 'glissato' i suoi parlamentari per sedersi invece al fianco di Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. I due si sono intrattenuti per un tempo piuttosto lungo, tale da suscitare la curiosità e gli interrogativi dei cronisti.

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