Milano, una piazza arancione per il primo Consiglio comunale

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Centinaia di persone hanno assistito su un maxischermo all’insediamento della nuova assemblea. Applausi e ovazioni per Giuliano Pisapia, anche quando ha parlato del “bilancio a rischio”. Fischi invece per l'ex sindaco Letizia Moratti

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"Noi siamo stati in tutte le piazze, dopo il primo turno e dopo il ballottaggio. E adesso siamo ancora qui per seguire le indicazioni del sindaco che ha detto che il Consiglio comunale deve essere aperto a tutti". Per questo Silvano Casieri è lì, con la moglie, ad assistere alla prima seduta del Consiglio milanese e all’insediamento della nuova maggioranza sul maxischermo allestito in piazza San Fedele. Con la spilla di "Pisapia sindaco" ben in vista sulla camicia. Il popolo arancione che ha portato Giuliano Pisapia alla vittoria milanese è tornato in piazza, sguardo all’insù, a dare man forte al suo sindaco. Si riparte insomma da dove ci si era lasciati, alla fine della campagna elettorale.

Anche per il botta e risposta Moratti – Pisapia che ha tenuto banco in chiusura del Consiglio comunale. Il neosindaco, nel suo primo discorso davanti all’aula (leggi il testo integrale), ha lanciato un grido d’allarme sullo stato di salute delle casse di Palazzo Marino dopo la gestione Moratti (guarda il video in alto). Pronta la risposta dell’ex primo cittadino in difesa del lavoro sul bilancio pubblico. Ma, appena Letizia Moratti, tra le mura del palazzo comunale, si è avvicinata al microfono per controbattere, subito fuori la piazza si è lasciata andare a un coro di "ladra, ladra" e "Vai a casa" in direzione del maxischermo.

Giovani e meno giovani, uomini, donne e bambini, tutti i presenti in piazza San Fedele erano attenti e quasi ipnotizzati dal video della seduta."E’ una giornata storica, è il ritorno della sinistra al comando di Milano", ha spiegato con un largo sorriso Michele, giovane professionista. Alle quattro e mezza di lunedì 20 giugno, poco prima del via ai lavori dell’aula, in piazza San Fedele c’erano già più di trecento persone, mezzo migliaio a fine serata. E anche la Sala Alessi di Palazzo Marino, dove è stato posizionato l’altro schermo, si è riempita ancora prima di cominciare e molti cittadini in fila all’ingresso hanno dovuto ripiegare in piazza, nonostante il caldo di una delle prime giornate davvero estive dell’anno. Intanto, mentre la piazza si riempiva di sostenitori con indosso qualcosa di arancione – una maglietta, la borsa, un laccio legato allo zainetto o anche solo un rossetto in tinta – il ristorante Papà Francesco in via Marino ha offerto a tutti i cittadini un risotto arancione alla zucca.

Partiti i lavori d’aula, le reazioni calorose della gente hanno scandito il procedere della seduta. Durante l’appello dei presenti in Consiglio, al nome del neosindaco Pisapia un lungo e fragoroso applauso si è levato tra la folla. Fischiati sonoramente invece l’ex primo cittadino Letizia Moratti e il leghista Matteo Salvini. E quando poi Carlo Masseroli, che ha presieduto tutta la prima parte del Consiglio, ha annunciato ufficialmente che Silvio Berlusconi aveva rinunciato al suo posto, ecco un altro coro di "buuuu" nella piazza arancione. Poi è stata la volta del giuramento di Giuliano Pisapia, poche parole accompagnate da un’ovazione e da applausi continui: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Carta costituzionale e le leggi dello Stato - ha detto - e di adempiere ai doveri del mio ufficio per il pubblico bene". La gente, protagonista di quel vento di cambiamento tanto invocato dal nuovo sindaco, ha seguito ogni sua parola con attenzione.

"Siamo qui per esserci ancora una volta", racconta una sostenitrice del sindaco schierata in piazza San Fedele, proprio alle spalle di Palazzo Marino. "Per dimostrare tutta la nostra felicità per l’elezione di Pisapia. Speriamo che questa nuova giunta faccia qualcosa di buono per la città. Che diminuisca il traffico, migliori i servizi sociali e che faccia qualcosa per la politica della casa. Altrimenti da Milano la gente scappa". Tante le aspettative dei cittadini arancioni. E anche quelle dei 50 stranieri, africani, filippini e sudamericani del Comitato immigrati della città che hanno portato in piazza San Fedele, vicino al maxischermo, uno striscione con scritto: "Non siamo clandestini, siamo i nuovi cittadini". In piazza a farsi sentire dal nuovo sindaco anche i Comitati abitanti delle case popolari e i militanti del centro sociale "Il Cantiere" che hanno chiesto alla nuova maggioranza in Consiglio il blocco degli sfratti.

Mentre la folla aspettava la votazione del presidente del Consiglio comunale, si chiacchierava. "E’ una grande gioia essere qui", sorride Annalia Setton, una signora del Comitato per Pisapia che continua a distribuire le spille arancioni della campagna elettorale. "Sono troppi anni che Milano stava morendo. Questa è una rinascita. Siamo qui per dire a Pisapia che non è solo. Avrà tanti problemi da risolvere ma noi siamo con lui".

Un’ovazione ha poi accolto l’elezione di Basilio Rizzo alla presidenza del Consiglio comunale. E quando il neoeletto allo scranno più alto dell’aula ha preso la parola, citando la Costituzione come simbolo da tenere sempre in vista, la lotta alla mafia e agli sprechi della pubblica amministrazione, la folla è esplosa di gioia. "Sono molto contento dell’elezione di Rizzo", è il primo commento a caldo in piazza di un sostenitore, Vittorio Barbanoti. "E adesso aspetto il discorso di Pisapia. Milano è stata in mano alla destra per vent’anni e nessuno ha mai risolto i problemi della gente. Per questo la gente continua a scendere in piazza. Perché c’è la speranza che ora si prendano e si realizzino impegni precisi".

E infatti poco dopo le 19, dopo oltre due ore e mezza di attesa, ha preso la parola Giuliano Pisapia per il suo primo discorso in Consiglio comunale. È il momento più atteso della giornata. In piazza è un battimani continuo a ritmare le parole del sindaco, soprattutto quando Pisapia ha ringraziato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. A udire quei due nomi, la piazza si è infiammata. Così come quando ha annunciato il taglio delle auto di rappresentanza: "Non vi saranno nel nostro Comune auto blu. Abbiamo delle piccole Punto bianche in condivisione e ne faremo uso con la dovuta sobrietà. Si tratta di piccole cose che possono essere indicative di un rapporto paritario tra cittadini e chi li rappresenta". Poi il botta e risposta Moratti - Pisapia ha suggellato la chiusura dell’assemblea. E nel giro di pochi minuti  la piazza era già semivuota.

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