Berlusconi: "Bossi conferma che non ci sono alternative"

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Il premier commenta le parole del leader della Lega, che da Pontida ha espresso perplessità sulla sua leadership: “Non abbiamo nessun dubbio sul fatto che la maggioranza in parlamento ci mantenga la sua fiducia”. VIDEO

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Il pollice di Umberto Bossi resta per ora a mezz'aria: né verso l'alto né verso il basso. Ma Silvio Berlusconi ne è sollevato e preferisce, dopo il raduno di Pontida, vedere solo il bicchiere mezzo pieno: la Lega chiude al voto anticipato ed è al momento indisponibile a far cadere l'esecutivo o ad accordi con il Pd per un governo tecnico; la premiership del Cavaliere è in discussione ma tra due lontanissimi anni e solo se non verrà rispettato lo scadenzario in 12 punti di cose da fare che in fondo certifica, se non proprio la convinzione granitica del Carroccio di voler andare avanti, l'impossibilita' di staccare la spina.
"Si è verificato quello che Bossi mi aveva annunciato: assolutamente la conferma che la nostra alleanza non ha alternative e che c'è la volontà di proseguire la legislatura, con scelte sulle quali c'è un accordo consolidato", tira un sospiro di sollievo il premier visitando l'alpino ferito in Afghanistan all'ospedale Niguarda .

"Martedì e mercoledì sarò al Senato e alla Camera e illustrerò il programma che comprenderà anche alcune delle richieste che sono state esplicitate oggi da Umberto Bossi a Pontida", promette il premier. Avanti, dunque. "Non abbiamo nessun dubbio sul fatto che la maggioranza in Parlamento ci mantenga la sua fiducia - dice ancora Berlusconi -, la fiducia che dal 14 dicembre ci ha espresso numerose volte. E quindi andremo avanti per affrontare al meglio la presente crisi che non è finita e che ancora coinvolge le nostre imprese e i consumatori. Oggi l'Italia richiede di essere governata, richiede stabilità. Le elezioni di medio termine hanno fatto pagare anche a noi il dazio della crisi, ma questo non significa che si debba interrompere il governo e la legislatura, significa soltanto che bisogna proseguire con un'azione più incisiva".
In effetti. al di là dei proclami ("la premiership di Berlusconi non è scontata nel 2013","la Lega può dire stop in qualsiasi momento"), al momento Bossi conferma dunque l'alleanza e il premier tralascia altri aspetti e si concentra su questo. Ma soprattutto, il Senatur chiude all'angolo Giulio Tremonti sulla riforma fiscale da fare hic et nunc, dando una bella mano al Cavaliere. "La parte più dura è stata contro di lui", si sarebbe rallegrato Berlusconi con alcuni fedelissimi.

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