Brunetta: "I precari? Sono vittime". Sit in di protesta

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Il ministro torna sulla polemica scatenata dalla frase “siete l’Italia peggiore” rivolta a un gruppo di giovani: “Intendevo i privilegiati di cui Roma è piena”. Avvenire: "Chieda scusa. Chi non ascolta prende sberle". E i lavoratori scendono in piazza

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“Ho dato un giudizio su quelle quattro persone che non sono venute per ascoltare il convegno sull’Innovazione, né il sottoscritto che parlava dei tanti giovani che si impegnano nell’innovazione, ma solo per solo per insultare. E’ quella l’Italia peggiore, non i precari che sono vittime del sistema”. Il ministro Brunetta, intervistato da SkyTG24 (guarda il video in fondo all'articolo), torna sulle parole da lui pronunciate a un gruppo di giovani militanti della Rete precari della pubblica amministrazione che ha scatenato accese polemiche. “Avevano già pronti gli striscioni. Mentre uscivo ho cercato di interloquire con loro che però non ascoltavano e insultavano. Sono stato io l'unico ad essere insultato” dice ribadendo quanto già dichiarato in mattinata a Radio24.

"Io faccio il professore di economia del lavoro è da una vita che mi interesso di problemi del lavoro: le pare che io sia così stupido da dire che le vittime di un sistema che non funziona, in cui i padri sono troppo egoisti, le vittime siano loro l'Italia peggiore?” ha continuato il ministro. E ha ribadito: "Io ce l'ho con quella casta di privilegiati 'molto romani'. Guardi i nomi nelle interviste sui giornali", nomi come Maurizia Russo Spena, figlia di Giovanni ex senatore del Prc. "Roma è piena di questo tessuto di persone e io mi preoccupo di più dei precari dei call center, dei precari nel settore privato che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato e non hanno parola. Io mi preoccupo di loro e sto lavorando per dare una soluzione ai loro problemi, mentre mi preoccupo di meno dei tanti organizzati, molto spesso in ambito romano, che vengono con telecamerine e striscioni per avere visibilità mediatica".

L’intervista è l’ennesima precisazione di Brunetta dopo la nota diffusa e l’intervento su YouTube in cui ricostruiva “la dinamica dei fatti”. Una dinamica che non coincide completamente con quanto si vede nel video pubblicato dai precari. La polemica, però, continua. E nel pomeriggio di giovedì 16 giugno i precari hanno tenuto un sit in di protesta davanti al Ministero della Pubblica Amministrazione: "I migliori dell'Italia siamo noi, checché ne dica il ministro Brunetta" (guarda la fotogallery). E, dopo le reazioni in rete e le prese di posizione da parte dei sindacati e dell’opposizione che ha chiesto le dimissioni del ministro, anche i giornali criticano duramente Brunetta. "Chi non sa ascoltare le persone - che non sono certo il Paese 'peggiore' - oggi si candida solo a ricevere altre sberle. Metaforiche, s'intende. Ma non per questo meno pesanti" scrive il quotidiano cattolico Avvenire. Secondo il quotidiano della Cei "per un politico la capacità di ascolto è una delle prime virtù da coltivare. Per un ministro, poi, è addirittura un dovere". Per il giornale dei vescovi, comunque, "ora gli insulti che a sua volta il ministro riceve su internet sono parimenti criticabili". Ma il consiglio che rivolge a Brunetta è che "anziché insistere nell'errore, meglio scusarsi e aprirsi al confronto. Questa sì sarebbe un'Italia migliore".

Anche Sergio Rizzo, su il Corriere della sera, critica duramente il ministro. Non solo per la frase “infelice”, ma anche per il non essersi scusato e, anzi, aver rilanciato dichiarando in una nota che “l’Italia peggiore è quella di quanti non avendo altro da fare irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti per interromperne i lavori, insultare i presenti e riprendere la loro bravata con una tele camerina portatile per poi passare subito il video ai giornali amici”. Per Sergio Rizzo si tratta di“un doppio errore”.

Il ministro Brunetta a SkyTG24

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