Referendum e Internet: l'Italia cambia, i politici no

Il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio
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La voglia di partecipazione emersa dall'esito elettorale e il ruolo di Facebook vengono liquidati così da Stracquadanio, Pdl: "La sinistra vince sul web perché i suoi sostenitori non c'hanno niente da fare tutto il giorno". E Brunetta insulta i precari

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di Andrea Dambrosio


E' qualche giorno che politica e giornali sembrano aver scoperto le virtù taumaturgiche dei social network. Persino Pier Luigi Bersani, quello che aveva bollato il web come un "ambaradan", sembra aver cambiato idea. Le elezioni amministrative e i referendum, si dice, testimoniano la ritrovata voglia di partecipazione e di politica dei cittadini. Meglio: le persone adesso si organizzano fuori dai partiti, nelle piazze e sui social network. Sarà.
Giorgio Clelio Stracquadanio, giornalista e deputato Pdl, fa parte di quell'esercito di italiani (17 milioni) che bazzica Facebook, ma ha una spiegazione tutta sua di questo ambaradan: la destra su Internet non vince perché la gente di sinistra non c'ha niente da fare e quindi smanetta da mattina a sera. Impiegati pubblici, dice Stracquadanio 2.0. Ma forse anche precari, visto l'ambaradan che sta montando in rete in queste ore, dopo che il ministro Brunetta li ha apostrofati con un "Siete l’Italia peggiore".
Viene in mente quella battuta di Beppe Viola: "Lei è mai stato innamorato?". "No, ho sempre fatto il benzinaio". Ecco, l'Italia cambia e i politici sembrano stare su un altro pianeta.

Stracquadanio, internet e la sinistra: guarda il video

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