Governo, Alemanno: “Basta con gli ultimatum della Lega”

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Il sindaco di Roma a SkyTG24: “Inaccettabile che l’esecutivo vada avanti solo con le richieste del Carroccio”. Il partito di Bossi ha almeno due responsabilità “se le cose sono andate male al centrodestra: gli attacchi contro il sud e contro la capitale”

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"Non è accettabile, non è pensabile che questo governo vada avanti solo in base agli ultimatum, subendoli". E' quanto ha affermato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, alla vigilia del raduno della Lega Nord a Pontida, a proposito dei rapporti nell'esecutivo tra il Carroccio e il Pdl. Ospite di 'Un caffè con...', rubrica di SkyTG24, Alemanno ha riconosciuto che finora "sicuramente il Pdl ha fatto grandi concessioni". Ma la chiave di volta è che, sebbene con la Lega ci siano "opinioni diverse", c'è "un punto di riferimento comune che è il programma elettorale, che è stato sottoscritto da tutti. Non ce ne possiamo discostare - avverte il sindaco di Roma - se non siamo tutti d'accordo". E il riferimento è anche alla questione dello spostamento dei "ministeri al Nord", che non solo "non è possibile", ma "non è nel programma elettorale". "Noi siamo d'accordo sul federalismo - ha aggiunto Alemanno -, a ridurre i ministeri, a dare meno spazio all'amministrazione centrale e più al decentramento. Non siamo d'accordo a smembrare la capitale: sarebbe l'unico caso in Europa".

"Non sono arrabbiato con la Lega. Sono stanco di subire aggressioni o provocazioni sia come sindaco di Roma capitale, sia come esponente del Pdl". Ha continuato Alemanno. A chi, dalle fila del Carroccio, dice che "bisogna dare le sberle o riceverle, rispondo: c'è anche una responsabilità della Lega se le cose alle comunali e al referendum sono andate male per il centrodestra". Per il sindaco di Roma il partito di Bossi ha almeno due responsabilità: "Gli attacchi eccessivi contro il Sud e contro Roma. E non aver capito quanto è stato importante l'anniversario del 150/esimo dell'unità nazionale. L'avversione della Lega verso questo anniversario ha quasi rischiato di consegnare il tricolore alla sinistra. Cosa impensabile, impossibile. Ma è stato un colpo indietro del centrodestra".

Per il primo cittadino della capitale "Tremonti è sicuramente un punto di riferimento dal punto di vista economico, ma non dobbiamo cercare schieramenti, assi o correnti". E ha concluso: "Si tratta di dire al Pdl e a Berlusconi che bisogna cambiare, bisogna voltare pagina. C'è una richiesta forte di cambiamento e di volontà di partecipazione forte dei cittadini che bisogna interpretare, guai a non farlo".

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