Di Pietro: "Spallata al governo, ma non per il referendum"

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori
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Il leader dell’Idv, intervistato da Sky TG24, chiede un passo indietro a Berlusconi per "le scelte economiche, la Libia, il lavoro, la giustizia sociale". E sullo scoglio del voto di fiducia del 22 giugno dice: "Non succederà nulla". IL VIDEO

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Il "dipietrismo" duro è ancora in piedi. Solo con qualche distinguo. Tanti si erano stupiti per le parole del leader dell’Italia dei Valori sulla volontà di non chiedere un passo indietro di Berlusconi, come fatto invece da Bersani, subito dopo il risultato del referendum. Così Di Pietro si è spiegato ai microfoni di SkyTG24: "Continuerò a chiedere le dimissioni di Berlusconi perché è la più grossa anomalia del Paese". Ma, visto che ai referendum hanno votato tantissimi cittadini sia di destra che di sinistra, continua Di Pietro, per rispetto degli elettori, il pretesto non può essere la vittoria nella consultazione del 12 giugno. "Chiedo le sue dimissioni, invece, per altri motivi, come l’economia, la guerra in Libia, l’occupazione, il lavoro. Sui temi specifici del referendum non si può strumentalizzare il voto dei tanti elettori, anche di destra".

È proprio su questi temi – occupazione, lavoro, economia e giustizia sociale – che Di Pietro vuole chiedere la fiducia al Paese per un nuovo governo. E se Berlusconi chiedesse all’opposizione una collaborazione in questa legislatura, il leader dell’Idv non ha dubbi: "Solo se si presentasse dimissionario". Con il Pd, intanto, Di Pietro sta preparando un programma di governo in vista delle prossime elezioni, "per essere pronti anche se il governo cadesse domani". Ma sullo scoglio del voto di fiducia in programma alla Camera il 22 giugno prossimo, Di Pietro non nutre speranze: "Non succederà nulla. Il governo non cadrà perché i parlamentari sono stati nominati e non eletti. C’è un’enorme differenza tra Parlamento e paese reale, in cui la fiducia nel governo è crollata. Questo Parlamento venduto, comprato e ricattato farà finta di nulla".

Infine, su una nuova legge elettorale da ripensare, Di Pietro è convinto che non si riuscirà a cambiare nulla durante questa legislatura. "In ogni caso, qualsiasi soluzione proposta per noi è accettabile purché rimanga il sistema bipolare e il candidato premier sia scelto con metodo democratico".

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