Referendum, urne chiuse. Berlusconi: "Addio nucleare"

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il premier israeliano Benyamin Netanyahu
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A seggi ancora aperti il ministro dell'Interno Maroni ha dichiarato: "Ci sarà il quorum anche senza tener conto del voto degli italiani all'estero". L'opposizione insorge: "Intollerabile che si interrompa il silenzio elettorale"

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"A seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovremo dire addio all'opzione delle centrali nucleari e impegnarci sul fronte delle energie rinnovabili". Quando manca ancora un'ora alla chiusura delle urne per i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento, il premier Silvio Berlusconi prospetta questo risultato durante la conferenza stampa congiunta con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu.
E l'obiettivo del quorum, tiene ancora banco non solo nelle speranze e nelle previsioni dei comitati promotori, dopo che alle 22 di domenica 12 giugno aveva votato oltre il 41% degli aventi diritto, ma prende forma anche in una dichiarazione del ministro dell'Interno
Roberto Maroni, che lunedì mattina a urne ancora aperte, al termine di una visita privata al sindaco di Varese, ha confermato, che in base alle proiezioni, il quorum sarà raggiunto.

Maroni: c'è il quorum - "Io ho solo il dato di ieri sera (domenica, ndr), non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Però, la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungerà il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero".

L'opposizione: violato silenzio elettorale  - Immediate le reazioni di Pd e Idv, che hanno stigmatizzato le parole sia del premier che del titolare del Viminale. Idv ha attaccato il presidente del Consiglio: "in queste ultime ore di voto, in cui si gioca il raggiungimento del quorum, è gravissimo, intollerabile ed inaccettabile che Berlusconi interrompa il silenzio elettorale con le sue valutazioni politiche. Parole che potrebbero influenzare la partecipazione elettorale degli italiani. Anche di questo si dovrà iniziare a discutere da domani", ha affermato, infatti, il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. Mentre Maurizio Migliavacca, Coordinatore della Segreteria nazionale del Pd ha affermato che "è incredibile e inopportuno che il ministro dell'Interno abbia parlato di proiezioni sul risultato del referendum ad urne ancora aperte".

Comitato 2 sì per l'acqua: quorum raggiunto - Alle dichiarazioni del ministro Maroni e del premier Silvio Berlusconi si aggiunge però anche la comunicazione di uno dei comitati promotori del referendum sull'acqua. Secondo "2 sì per l'acqua" infatti il quorum necessario sarebbe stato raggiunto. "Dai dati che riceviamo, pare che il quorum sia stato raggiunto", si legge in una nota. "Mancano pochi voti per mettere al sicuro il risultato per tutelarci dal 'calo fisiologico' dei dati che arriveranno dagli italiani all'estero. E poi tutti nelle piazze d'Italia a festeggiare", dice il comunicato.

Wwf: attenzione al quorum - L'associazione ambientalista WW, invece, mette in guardia da "comunicazioni fuorvianti sul presunto raggiungimento del quorum" al referendum. In queste ore "si è diffusa la sensazione del raggiungimento del quorum, rafforzata non solo dalle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma anche da alcune testate come 'Il Giornale' online che titola sul superamento del quorum con una proiezione al 55%". In realtà - osserva il Wwf in una nota- tenendo conto del voto degli italiani all'estero "i margini di sicurezza sono incerti". Per questo, conclude l'associazione del panda, deve continuare "il tam tam delle ultime ore a caccia di tutti i voti disponibili" per raggiungere e superare il quorum.

Cota: non è un test per la maggioranza - Sulle pagine dei giornali, intanto, è già iniziata l'analisi politica del voto considerata da più parti una risposta all'esecutivo e una domanda di partecipazione da parte dei cittadini.
Non la pensa così il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, che ha ribadito di non avere votato. "Ho sempre detto, in tempi non sospetti, che questo referendum non ha una valenza di contrapposizione tra maggioranza e opposizione, non è un test per il governo". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, che ha ribadito di non avere votato.

Santanchè: il risultato delle urne in linea col governo -
Daniela Santanchè, invece, afferma che se il referendum dovesse raggiungere il quorum e la scelta dei cittadini fosse contro il nucleare "direi che la loro scelta è abbastanza in linea con quella del governo perché noi abbiamo già abrogato quella che era la costruzione dei siti nucleari". Da qui la tesi della Santanchè è che "il referendum in parte è stato già fatto dal governo". Altro discorso, invece, per quanto riguarda i quesiti sull'acqua. "Se gli italiani decideranno per il sì ne prenderemo atto - ha risposto - ma mi dispiace perché abbiamo lo spreco più alto di tutta Europa. E' un risultato però - ha concluso - che dobbiamo ascoltare con attenzione".

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