Referendum, centrato il quorum. Una valanga di Sì

Festeggiamenti in Piazza Bocca della Verità, Roma
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Affluenza al 54,8%. Non succedeva dal 1995. Oltre il 94% è per l'abrogazione delle leggi su nucleare, acqua e legittimo impedimento. Bersani: "Divorzio tra Berlusconi e italiani". Calderoli: "Stanchi di prendere sberle"

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Dopo 16 anni l'Italia ritrova il quorum. I quattro referendum abrogativi per i quali hanno votato gli italiani il 12 e 13 giugno sono validi. L'affluenza si è attestata al 54,8%. Un risultato che rende ormai ininfluente il numero degli elettori all'estero.
Nel dettaglio l'affluenza al primo quesito (servizi pubblici locali) è stata del 54,81%, quella al secondo quesito (tariffa servizio idrico) del 54,82%, il terzo (nucleare) ha avuto un'affluenza del 54,79% e il quarto (legittimo impedimento) del 54,78%.

Vittoria dei Sì - Scontata la grande affermazione dei Sì in tutte e quattro le consultazioni. Nel primo quesito, sui servizi pubblici locali, il Sì ha vinto con il 95,35 % dei voti. Nel secondo (quello sulle tariffe del servizio idrico) ha votato Sì il 95,8% degli elettori. Il quesito sul nucleare ha visto il Sì vincere con il 94,05% dei voti, mentre il referendum sul Legittimo Impedimento ha registrato il 94,62% di elettori favorevoli all'abrogazione della norma.

La maggioranza degli italiani
- I voti totali ottenuti dai Sì in tutti e quattro i quesiti referendari, superano la soglia dei 25.209.425, numero che segna la soglia dei metà più uno di tutti gli elettori italiani. I Sì sono dunque maggioranza non solo tra i votanti, ma anche tra gli aventi diritto.

Bersani: "Divorzio tra governo e italiani" - I Pdl tenta di prendere le distanze dal risultato referendario spiegando che non si trattava di un voto pro o contro il governo, mentre dalla Lega arrivano le parole dure del ministro Calderoli: "Siamo stufi di prendere sberle". L'opposizione invece festeggia il risultato, con Pier Luigi Bersani che sottolinea come oggi "si sia consumato un divorzio tra il governo e gli italiani". Ma a gettare acqua sul fuoco arrivano, inaspettate, le parole di Antonio Di Pietro che ribadisce la posizione assunta anche prima del voto: "Ha vinto l'Italia, non il centrosinistra". Secondo il leader dell'Idv per rispetto agli italiani di destra che hanno partecipato al voto "non posso dire che il governo ora deve andare a casa”. Esplode anche la gioia dei Comitati referendari per il "Sì" (per l'acqua bene comune e contro il nucleare). E a Roma i sostenitori del "Sì" hanno urlato rivolgendosi al governo "a casa! a casa!".

Via libera ai referendum sull'ambiente di Milano - Con un’affluenza del 49% degli aventi diritto, è stato raggiunto il quorum anche delle cinque consultazioni comunali consultive del capoluogo lombardo. Per il successo della consultazione, bastava superare il 30%, soglia che è stata sorpassata già alle 22 di domenica sera. In tutti e cinque i quesiti (che riguardavano tematiche ambientali) ha vinto il Sì. Il referendum che è stato meno amato dai milanesi è quello che propone di allargare l'area dell'Ecopass, dove il Sì ha vinto con "solo" il 79% dei consensi, mentre negli altri quattro quesiti i cittadini favorevoli hanno superato la soglia del 90%.

Ormai ininfluente il voto degli italiani all'estero - Sulla questione degli italiani all'estero si erano concentrati molti dubbi alla vigilia. Alcune analisi avevano fissato al 53,5% la soglia sicura per rendere irrilevante la partecipazione al voto dei connazionali residenti fuori confine, che storicamente è sempre stata più bassa. I dati giunti dal Viminale però hanno confermato una percentuale ben al di là del 53%, quindi hanno reso irrilevante ai fini della validità del referendum il voto estero.

Polemica a urne aperte - C'è stato spazio, nella mattinata di lunedì 13 giugno, anche per una polemica tra maggioranza e opposizione. A urne ancora aperte infatti il ministro dell'Interno Maroni aveva dichiarato: "Ci sarà il quorum anche senza tener conto del voto degli italiani all'estero". L'opposizione: "Intollerabile che si interrompa il silenzio elettorale". Ovviamente l'esito del referendum, con il raggiungimento del quorum, ha reso vana ogni ulteriore diatriba.

Il quorum mancava dal 1995 - L'ultima volta che è stato raggiunto il quorum risale a 16 anni fa, nel 1995, quando gli italiani sono stati chiamati alle urne su ben 12 quesiti: le  concessioni televisive nazionali (concentrazione di reti televisive),  le interruzioni pubblicitarie, la raccolta pubblicitaria radiotelevisiva, le rappresentanze sindacali, la contrattazione nel pubblico impiego, il soggiorno cautelare, la privatizzazione della Rai, l'autorizzazione al commercio, le trattenute sui contributi sindacali, la legge elettorale per i comuni, gli orari degli esercizi  commerciali. In quel caso si toccò il 58%. Da allora, la quota '50+1' è stata solo un'illusione.

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