Referendum, sale l'affluenza: alle 19 ha votato oltre il 30%

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Confermata la tendenza delle 12. L’ultima volta in cui si è raggiunto il quorum, nel 1995, si votava solo la domenica e alle 17 la percentuale aveva raggiunto quasi il 29%. Urne aperte fino alle 22, poi lunedì dalle 7 alle 15

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Alle ore 19 l'affluenza alle urne è di oltre 30%. E' il dato fornito dal Viminale sugli 8092 comuni chiamati al voto (guarda il dato città per città). La prossima rilevazione arriverà alle 22. I dati sull'affluenza che il Viminale ha elaborato non tengono conto del voto degli italiani all'estero (3.300.496 aventi diritto).

Il dettaglio - Il primo quesito sull'acqua è al 30,34%, il secondo al 30,35%, il nucleare al 30,32% e il legittimo impedimento al 30,32%.

In due comuni del cuneese già raggiunto il quorum - Il cuneese dà ancora una volta prova della sua fedeltà allo strumento del voto: due piccoli Comuni alle 19 avevano superato la soglia del 50% dei votanti per la tornata referendaria. A Sambuco (in alta Valle Stura) ha votato il 54,34 per cento degli aventi diritto, ad Arguello (in alta Langa) il 52,50. A Sambuco gli abitanti sono poco più di cento e in occasione delle passate consultazioni comunali avevano disertato in massa le urne, tanto che l'elezione del Consiglio comunale era avvenuta con soli cinque votanti. Alle 19 la media dei votanti in provincia di Cuneo, tradizionalmente tra le più alte d'Italia, si è attestata attorno al 33%, con lievi differenze fra i quattro referendum.

Il voto a Milano - A Milano oltre ai quattro quesiti abrogativi si vota per altri cinque  consultivi comunali su ecopass, Expo, alberi, energia e navigli, per i quali l'affluenza al voto è risultata più bassa (28,5% alle 19) rispetto a quella dei referendum nazionali (30,5%). Un dato, questo, che ha fatto levare la protesta dei promotori per la presunta consegna solo su richiesta delle schede per i quesiti milanesi.

Questione di quorum - Se è vero che i "precedenti" diventano norma, il quorum in questa tornata referendaria potrebbe essere a portata di mano. Qualunque sia stato il quesito proposto e il tipo di referendum, scandagliando negli archivi del Viminale esce fuori, infatti, che quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne è stata a due cifre, come è accaduto domenica 12 giugno, si è sempre raggiunto il quorum.
Poco importa che si sia votato in un solo giorno o in due, che si sia andati alle urne solo in Italia o che si siano pronunciati anche gli italiani all'estero, che la prima rilevazione sia stata fatta alle 11 o alle 12, il risultato è sempre stato lo stesso: quorum superato.
(vai allo storico del Viminale).

I precedenti -
E' accaduto così nel '74 quando agli italiani si chiese di schierarsi pro o contro il divorzio (voto in due giornate, 12 e 13 maggio, senza consultare i connazionali oltreconfine): alle 17 l'affluenza raggiunse quota 46,5 e in chiusura si toccò la percentuale record di votanti dell' 87,7.
Quattro anni dopo, l'11 e il 12 giugno '78, sia il referendum sull'ordine pubblico sia quello relativo al finanziamento pubblico dei partiti (stesse modalità di voto) in seconda rilevazione fecero registrare un'affluenza del 31,4% chiudendo entrambi con un massiccio 81,2.
Il 17 e 18 maggio '81 i cittadini furono interpellati sull'aborto (e anche su questioni attinenti all'ordine pubblico, l'ergastolo, il porto d'armi) e anche in quell'occasione il 33,7% di affluenza registrato alle 17 si tradusse in un deciso sfondamento del quorum: 79,4.
Nel 1985 (9 e 10 giugno) sulla scheda finì l'indennità di contingenza (la famosa scala mobile) e di nuovo il secondo dato di affluenza (ore 17), 29,8%, fu il segnale di una corposa partecipazione: 77,9%.

Urne aperte - Si vota domenica 12 giugno dalle 8 alle 22 e lunedì 13 giugno dalle 7 alle 15.

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