Berlusconi sui referendum: "Non andrò a votare"

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Il premier: astenersi è un diritto dei cittadini. Smentite le frizioni con Tremonti: "Il governo produrrà la legge delega sulla riforma fiscale prima della pausa estiva". E sui ministeri al Nord: "Verranno trasferiti solo uffici di rappresentanza". VIDEO

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La tenuta della maggioranza, la riforma fiscale, le manovre di bilancio. E soprattutto i referendum sui quale il premier è piuttosto chiaro: "Penso che non mi recherò a votare".
Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di presentazione del codice antimafia, affronta tutti i principali nodi dell'agenda politica, scatenando anche la netta presa di posizione dell'opposizione: "Non poteva fare spot migliore per incoraggiare la partecipazione al referendum. Anche Craxi dichiarò che non avrebbe votato e non gli andò molto bene", dice Rosy Bindi, del Pd, alludendo alle affermazioni del leader socialista sul referendum elettorale che segnò la fine della Prima Repubblica.

"Sulla tenuta del Pdl non sono preoccupato" - Nel suo intervento, Berlusconi affronta innanzitutto le fibrilliazioni all'interno del Pdl e dai rapporti con la Lega. Berlusconi dice di non essere preoccupato delle minacce di abbandoni o delle numerose polemiche che agitano il suo partito, ma accusa ancora una volta la stampa, in particolare l'informazione televisiva, di enfatizzare e tal volta di creare tali polemiche.
"Nel mio partito non c'è nessuna situazione che mi dà preoccupazione", dopo  aver detto "ormai non leggo più i giornali".

"Pareggio di bilancio entro il 2014" - Spazio poi al problema di bilancio, tornato in agenda dopo le ultime raccomandazioni dell'Unione Europea. Il governo, dice il premier, correggerà prima della pausa estiva i saldi di bilancio con un importo di circa 3 miliardi per il 2011.
Berlusconi conferma l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 e annuncia anche la presentazione della legge delega per la riforma fiscale prima della pausa estiva. "Quest'anno faremo un'opera di manutenzione di qualche miliardo, tre miliardi circa. Poi provvederemo negli anni a venire a fare quello che abbiamo fatto negli anni scorsi".

"Non penso che andrò a votare al referendum" - Per quanto concerne i quattro quesiti referendari sui quali gli italiani sono chiamati ad esprimersi il 12 e 13 giugno, il premier risponde così: "Penso che non mi recherò a votare per il referendum, è un diritto dei cittadini".
All'annuncio di Berlusconi replicano molti leader dell' opposizione, come Bersani, Di Pietro e Vendola. "Se non va a votare lui, ci andranno gli italiani", dice il segretario del Pd, rilevando che "il voto è nel merito dei quesiti, non pro o contro Berlusconi". Il presidente dell'Idv osserva che "mentre Napolitano, garante della Costituzione, ricorda che andare e a votare è un dovere", il premier, "che pure dovrebbe conoscere la Costituzione e rispettarla, diserta le urne come fa solo chi non ama e non rispetta la democrazia, chi non vuole essere giudicato dagli elettori perche' li teme e li disprezza".
"Mobilitiamoci - replica Vendola al presidente del Consiglio - per liberare l'Italia dall'incubo delle centrali nucleari, impedire la cattiva avventura della privatizzazione delle reti idriche, cancellare la vergogna della privatizzazione della giustizia costruita attraverso 36 leggi ad personam".

"Nessun problema con Tremonti, presto la riforma fiscale" - Ma Berlusconi, durante la conferenza stampa affronta anche il tema della sconfitta alle elezioni amministrative, dicendo di aver chiesto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di allentare la politica di rigore nei conti pubblici e di anticipare il varo della riforma fiscale.
"Il governo produrrà la legge delega sulla riforma fiscale prima della pausa estiva", dice il Cavaliere che nega frizioni con Tremonti: "Ne abbiamo ripetutamente parlato con rispetto e civiltà", aggiungendo che "sono del tutto destituite di fondamento le notizie diffuse dalla stampa, che è ormai completamente aliena dalla realtà".
La delega dovrebbe contenere i principi per avviare una progressiva riduzione del prelievo fiscale sui redditi, bilanciato da un aumento dell'imposizione sui consumi: meno Irpef e più Iva.

"Nessun trasferimento dei ministeri al Nord" - Un'ultima parola, infine, sul trasferimento dei ministeri al Nord. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, esclude un trasferimento dei dicasteri, come caldeggiato dalla Lega, ma apre a uno spostamento di uffici di rappresentanza. "Non ci sarà un trasferimento di ministeri ma di uffici di rappresentanza... non esiste", ha detto il premier rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

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