Referendum, anche in Giappone il voto italiano è a rischio

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Sono duemila i cittadini residenti a Tokyo e dintorni che hanno potuto esprimere il loro parere sui quesiti. Dopo Fukushima, la partecipazione è stata alta, ma la validità della loro votazione è in forse. Decideranno i giudici

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Tra gli italiani residenti all’estero chiamati alle urne per i quattro referendum ci sono anche loro: i nostri connazionali che vivono ormai stabilmente in Giappone.
Sono poco più di 2000 e nella maggior parte non hanno nessuna intenzione di vedere invalidato il proprio voto: dopo il disastro nucleare di Fukushima, inevitabile che il livello di sensibilità e partecipazione dei cittadini italiani sia molto alto, specie per il terzo quesito.

Ma il rischio di invalidazione è concreto: come gli altri residenti fuori confine, anche chi abita in Giappone ha già espresso il proprio parere sul nucleare sulla base della vecchia formulazione del quesito, prima dell’ultimo intervento della Cassazione.
Sulla validità del loro voto decideranno i giudici, ma solo dopo il 13 giugno.

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