Inni, musical, sigle: i referendari cantano per il "Sì"

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A pochi giorni dal voto impazzano in Rete le "cover" con cui i sostenitori dei 4 quesiti invitano a votare. E così dal cartone Daitarn al duetto Mina-Celentano, le canzoni note diventano tormentoni elettorali

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di Serenella Mattera


Inni, (mini)musical, sigle di cartoni animati. Ci provano anche così, i sostenitori del sì al referendum di questa domenica. Perché un motivetto può rimanere impresso più di mille parole. E dopo numerosi spot, un vivace tam tam sui social network, flash mob e appelli "vip", l’arma che i referendari sfoderano negli ultimi giorni di campagna è la cover musicale. Che trasforma motivi famosi, in sonori inviti al voto e in vademecum orecchiabili sui quesiti da approvare.

“Acqua e sole”, è titolo dell’inno (non ufficiale) registrato per il rush finale della campagna referendaria dai creativi baresi di Proforma, insieme ai musicisti di Basette Goal. E la canzone presa a prestito (lo si capisce fin dal titolo) è il più famoso dei duetti di Mina e Celentano, “Acqua e sale”.
Nelle poche strofe del ritornello, gli autori della speciale cover hanno condensato tutte le ragioni dei sì all’acqua pubblica, al blocco del ritorno all’atomo e all’abolizione del legittimo impedimento: “Acqua e sole voglio avere – cantano all’unisono le voci maschile e femminile – e nessuno può fregarmi il bicchiere / ci fa male il nucleare / dal Giappone alla Germania il mondo sceglie il solare / E infine va abolito quel cavillo che Ghedini ha inventato / per salvare dal processo un signore che del codice fa carta da cesso”.



Ma un gruppo di referendari napoletani si è spinto oltre. E ha sfornato “un vero e proprio minimusical in favore dell’acqua pubblica". Sulle note di “Think” di Aretha Franklin. Trasformato per l'occasione dagli autori della ironica cover, Giorgio Molfini e Paolo “Sindaco” Russo, in “Drink!”. E cioè “Bevi!”. Acqua pubblica, ovviamente.



Ma non solo la musica. Perché c’è chi fa appello al cinema e ha ben pensato di prendere a prestito uno dei più famosi “Sìììì” del grande schermo, per far arrivare chiaro e invitante il messaggio referendario agli italiani. E così anche la performance di Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”, con il plateale e finto orgasmo al tavolo di un bar, è stata votata alla causa dei 4 Sì.



Molto più artigianale, infine, il video karaoke di quattro ragazzi che fanno leva sui ricordi infantili di chi andrà alle urne, adattando alla causa referendaria la sigla del cartone giapponese Daitarn 3. E allora il ritornello “Daitarn, Daitarn”, diventa, “Votan, Votan”. Mentre "l'impresa" di mettere la "X" sui quattro quesiti viene enfatizzata fin quasi a diventare gesto da supereroi: “Intrighi e loschi piani dei nani disumani / il nostro voto spazzerà nell’immensità”.

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