Referendum sul Legittimo Impedimento, le ragioni del No

Il sottosegretario alla Giustizia Casellati
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Il sottosegretario alla Giustizia Casellati spiega i motivi per cui non andrà a votare domenica e lunedì: "Quella legge è buona. E poi bisogna smetterla di vedere ogni elezione come un voto a favore o contro Berlusconi"

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Tra i quattro quesiti referendari su cui gli elettori sono chiamati a esprimersi domenica 12 e lunedì 13 giugno quello sulla scheda verde riguarda il cosiddetto legittimo impedimento. La norma che i referendari vogliono abolire prevede, per i membri del governo, la possibilità di chiedere il rinvio di un'udienza perché impegnati nelle loro attività ministeriali. La legge era già stata in parte modificata da una sentenza della Corte costituzionale lo scorso 13 gennaio e il voto nel fine settimana potrebbe eliminare anche gli ultimi articoli.

A difendere la legge sul Legittimo Impedimento parla a SkyTG24 il sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, la quale non andrà a votare i referendum. L'esponente del Pdl spiega che "il legittimo impedimento era una legge transitoria in vista di una legge costituzionale. A ottobre gli effetti della legge dovrebbero già finire". "E' una legge comunque buona - spiega il sottosegretario - perché stabilisce che il Presidente del Consiglio potesse chiedere il rinvio di un'udienza se impegnato in attività istituzionali. A decidere se l'impedimento è legittimo o no è sempre il giudice. Non è un privilegio, perché la stessa legge esiste già per tutti i cittadini".

"Bisogna smetterla di vedere tutto come un referendum a favore o contro Berlusconi", conclude la Casellati.

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