Tagli e fisco: Berlusconi rimandato a settembre da Tremonti

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Al vertice tra Lega e Pdl, ancora tensione tra il premier e il ministro sulle riforme economiche. Il sindaco di Roma Alemanno: spostare anche solo alcuni uffici dei ministeri al Nord costa troppo. Intanto Ferrara "fa la festa al Cav”. RASSEGNA STAMPA

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Rimandato a settembre. Stando alle ricostruzioni dei principali quotidiani di martedì 7 giugno, è questo, più o meno, il messaggio che si è visto riferire Silvio Berlusconi da Giulio Tremonti, dopo il vertice tra Pdl e Lega in seguito alla sconfitta alle elezioni amministrative.
Un summit voluto dalla Lega, per rilanciare l'attività del governo, ma nel quale non si è concretizzato nulla sul piano fiscale: "Nessuna parola di contenuto e di dettaglio sul fisco, sulla riforma che il capo del governo chiede a Giulio Tremonti da almeno un anno e di cui non si vede ancora traccia" scrive il Corriere della Sera, che non a caso parla di "riunione interlocutoria".
L'obiettivo, per risalire nel consenso dell'elettorato, potrebbe essere allora quello di una riforma di stampo costituzionale per diminuire i parlamentari.

Gli uffici dei ministeri al Nord - Ma il vertice tra Pdl e Lega ha portato di nuovo alla ribalta anche la vexata quaestio dei trasferimenti dei ministeri al Nord. Meglio: di alcuni uffici altamente operativi, come si è affrettato a puntualizzare il neo-segretario del Popolo della Libertà Angelino Alfano. Una decisione, questa, che ha provocato la dura reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Sono comunque contrario anche all'apertura di soli uffici di rappresentanza al Nord perché questo comporterebbe nuovi costi per la macchina amministrativa": sarebbe stata questa la reazione del primo cittadino, secondo quanto riferisce il quotidiano capitolino Il Messaggero.
E Repubblica, che riferisce la notizia, in un articolo di Francesco Bei accenna anche all'aut-aut della Lega: o cambiamo il passo oppure meglio il voto.

Ferrara "fa la festa" a Berlusconi - Su questo tema insistono anche i giornali vicini al premier, in testa Il Foglio diretto da Ferrara, che annuncia una "Festa per il caro amico Silvio", con un sottotitolo ironico ed eloquente: "Libera adunata dei servi del Cav.".
Un incontro pubblico, che si terrà a Roma mercoledì 8 giugno al Teatro Capranica, e al quale parteciperanno i direttori del Giornale (Sallusti), di Libero (Feltri e Belpietro) e del Tempo (Sechi), aperto al pubblico e con alcune incursioni di editorialisti di sinistra.

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