Referendum: da Gorizia a Lecce, il cittadino dice la sua

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In diversi comuni italiani, il 12 e 13 giugno, gli elettori saranno chiamati a esprimersi, oltre che sui temi nazionali, anche su quesiti di carattere locale come il verde e la mobilità. E a Verona le strade si animeranno di una consultazione sui generis

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In diversi comuni italiani, non saranno solo quattro i quesiti referendari sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi il 12 e 13 giugno. Accanto a quelli abrogativi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, infatti, in alcune città si voteranno anche dei referendum consultivi a livello locale: per i quali il quorum necessario è del 30% e il parere espresso dagli elettori non è vincolante per l’amministrazione.

Il caso più importante è quello di Milano
, dove si vota su 5 quesiti con al centro il tema dell’ambiente: l’estensione dell’area Ecopass, l’estensione del verde pubblico, il futuro parco dell’area Expo, la navigabilità dei Navigli e il risparmio energetico (leggi i quesiti).

Referendum consultivo anche a Gorizia, dove la consultazione promossa dai Radicali riguarda proprio la disciplina dei referendum comunali e si chiede il parere degli elettori sull’abolizione del quorum, sulla modifica della costituzione del Comitato dei garanti in senso non partitocratico e sull’istituzione della delibera di iniziativa popolare (leggi i quesiti). Si vota solo la giornata del 12 giugno, e mercoledì 8 Emma Bonino è in città per sostenere i referendum.

Il destino di una ex area militare sarà invece al centro del referendum consultivo di Piacenza: "Volete che l’intera area militare 'Pertite' sia trasformata in parco pubblico, allo scopo di raggiungere la quota minima di parchi urbani stabilita dalla legge e che il comune si impegni con tutti gli strumenti a sua disposizione per raggiungere tale risultato?” è la domanda cui saranno chiamati a rispondere i piacentini.

A Lecce e in altri due comuni salentini, Trepuzzi e Squinzano, poi, i cittadini diranno la loro sul futuro della marina di Casalabate: per chi voterà sì la marina salentina dovrà andare a far parte delle città di Trepuzzi e Squinzano, anziché di Lecce.

Consultazione sui generis invece a Verona, dove il referendum sul traforo delle Torricelle, la circonvallazione nord che rappresenta punto fondamentale del programma del sindaco Flavio Tosi, è al centro di una battaglia tra comitati referendari e amministrazione comunale che va avanti da tempo. L’amministrazione infatti si è finora rifiutata di indire la consultazione  e il comitato che si batte contro il traforo ha organizzato, per il 12 e 13 giugno, un referendum "fai da te", per le vie della città: "Metteremo le urne in varie zone della città non vicino ai seggi in cui si voteranno i referendum nazionali perché la legge lo vieta" ha spiegato il presidente del comitato Alberto Sperotto.

Si è già votato, invece, il 5 e 6 giugno, in Campania dove 105mila elettori erano chiamati alle urne per esprimersi sull’accorpamento di alcuni comuni, come quelli dell’isola d’ Ischia, dove si proponeva di fondere sotto un unico municipio i comuni di Casamicciola, Lacco Ameno, Forio d'Ischia, Barano e Serrara. Ma in tutta la regione hanno votato solo in 17.944 e così la consultazione è andata a vuoto.
Esito diverso per il referendum consultivo sul nucleare che si è tenuto in Sardegna, il 15 e 16 maggio, in concomitanza con il voto alle amministrative. Qui ha votato il 59,49% degli aventi diritto e la vittoria dei sì contro l'installazione di centrali e depositi di scorie nucleari nell'isola è stata del 97,14%.

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