Referendum: ecco come si comporteranno i partiti

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Compatti per i quattro sì l’Italia dei Valori, il Pd e Sinistra ecologia e libertà. Più complesse le posizioni di Pdl e Lega, che hanno lasciato ufficialmente libertà di voto. Mentre dal Terzo polo arriva solo l’invito a recarsi alle urne

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A pochi giorni dal voto è ormai chiaro il quadro delle posizioni sui referendum. Chiaro ma non semplice. Nei partiti, tranne il granitico Idv che la consultazione ha promosso, non mancano i distinguo dalla linea ufficiale dei vertici.
Il Pdl ha deciso di lasciare libertà di voto, anche se poi il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per annullare il quesito sul nucleare. Del resto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito la consultazione "inutile". Non manca però chi nel partito è apertamente antinuclearista. Come Alessandra Mussolini, che ha annunciato il suo sì al referendum.

Nella Lega la tentazione a votare sì, e non solo sul nucleare, c'è, anche se la linea ufficiale del Carroccio lascia libertà di voto. Umberto Bossi ha definito infatti "attraenti alcuni quesiti, come quello sull'acqua". E, quanto al nucleare, il presidente leghista del Veneto Luca Zaia ha chiuso da tempo, per esempio, alla costruzione di centrali nella sua regione. E ha smentito ogni ipotesi in Piemonte anche Roberto Cota.
Sempre dalla maggioranza, la Destra di Francesco Storace ha fatto sapere che l'esecutivo nazionale ha deciso per il sì su nucleare e acqua pubblica e di non votare sul legittimo impedimento.

Nelle file dell'opposizione, invece, il Partito democratico si è buttato a capofitto nella campagna referendaria. Archiviati i tentennamenti iniziali sull'acqua, ora il Pd è schierato ufficialmente su quattro sì. Ed è "impegnatissimo", come ha detto il segretario Pier Luigi Bersani, a raggiungere il quorum. Ma qualche voce fuori dal coro c'è. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ha chiarito che voterà no al quesito che consente ai gestori di recuperare con le bollette gli investimenti fatti. "E' una norma del governo Prodi nel 1996, ministro Antonio Di Pietro", ha ricordato, e "senza questa norma si bloccherebbero gli investimenti per acqua e depurazione".

Nessuna defezione invece nell'Italia dei Valori. Il partito di Antonio di Pietro è compatto sui quattro sì. E Di Pietro ha più volte chiesto ai partiti di fare un passo indietro dalla campagna referendaria: "Credo che sui palchi delle manifestazioni di chiusura non dovrebbe esserci neppure un logo di partito, nemmeno una sola bandiera, ma solo i Comitati referendari", ha detto. Sia l'Idv sia i democratici, uniti dalla convinzione di dover spoliticizzare il voto, hanno invitato tutti coloro che, dal centro o da destra, condividono la battaglia a unirsi alle iniziative di chiusura della campagna elettorale referendaria.

Nessun distinguo neppure in Sinistra ecologia e libertà. Per Nichi Vendola il referendum sarà un plebiscito di sì.
Dal Terzo Polo invece è arrivato un generale invito ad andare alle urne. Pier Ferdinando Casini ha chiarito che voterà no ai quesiti sull'acqua e sì sul legittimo impedimento. L'Udc lascia poi libertà di voto sul quesito sul nucleare. Quanto a Futuro e libertà, Gianfranco Fini si è unito all'appello per raggiungere il quorum senza dare indicazioni sul voto. E il partito si muove in ordine sparso. Fabio Granata ha annunciato che voterà quattro sì, mentre Italo Bocchino dirà no ai quesiti sull'acqua e si asterrà sugli altri due. No sul tema servizi idrici anche da Benedetto Della Vedova e da Andrea Ronchi, padre della legge sulla privatizzazione. Dall'ex ministro delle Politiche comunitarie, no anche su legittimo impedimento e nucleare. E non chiederà ufficialmente quattro sì neppure l'Api, anche se Francesco Rutelli ha fatto appello ad andare a votare. Alleanza per l'Italia è favorevole ai quesiti su nucleare e legittimo impedimento. Più difficile la posizione sull'acqua pubblica. Linda Lanzillotta, che di Api è portavoce, siede anche nel comitato per il no al referendum sull'acqua insieme al marito Franco Bassanini, ex ministro del governo Prodi e presidente della Cassa Depositi e Prestiti.
Dai Radicali infine è un doppio sì al quesito sul legittimo impedimento e su nucleare. Mentre a proposito dei servizi idrici, il partito lascia libertà di voto.

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