Governo, Berlusconi e Bossi in cerca di una nuova intesa

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Lunedì 6 primo incontro tra i due leader dopo il risultato alle elezioni amministrative. Tra i temi in agenda anche la manovra da 40 miliardi. E sullo sfondo i referendum del 12 e 13, che aggiungeranno un nuovo tassello agli equilibri della maggioranza

Da una parte il primo confronto tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi dopo la batosta elettorale, dall'altro la direzione del Pd e il flirt tra Pier Luigi Bersani e il Terzo Polo. Sullo sfondo la campagna referendaria in vista delle consultazioni del 12 e 13 giugno. Una settimana delicata si apre per la politica lunedì 6 giugno.

Il confronto Berlusconi-Bossi -
Manovra economica, rimpasto e la tenuta della maggioranza sono tra i temi che verranno affrontati nel vertice di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Al tavolo siederanno anche il neosegretario del Pdl, Angelino Alfano e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Tra le preoccupazioni, all'interno della maggioranza, c'è la manovra da 40 miliardi da portare a casa entro la fine del 2013, cioè proprio a ridosso della fine naturale della legislatura.
Nel frattempo nel Pdl si continua a parlare di primarie. "Siamo convinti anche noi delle primarie per quello che riguarda i presidenti di regione, i sindaci e i presidenti di Provincia", spiega il capogruppo del Pdl alla Camera dei Deputati Fabrizio Cicchitto. "Per quello che riguarda la leadership massima del Partito, esse potranno essere una cosa seria solo se e quando riguarderanno il cosiddetto erede di Berlusconi, cosa che oggi non si propone. Fare le primarie oggi per confermare Berlusconi a mio avviso sarebbe un esercizio inutile o grottesco".

Bersani e le aperture al Terzo Polo -
Nel Pd prevale la convinzione che il Cavaliere farà molto difficilmente un passo indietro. Quindi se "le elezioni sono la strada maestra" a questo punto lo è anche la costruzione della coalizione per le politiche. Bersani che lunedì 6 giugno riunirà la direzione del Pd, nei giorni scorsi ha già delineato diffusamente la sua strategia: "Noi - ha detto il segretario subito dopo i ballottaggi - ci  rivolgiamo innanzitutto al centrosinistra e di lì poi a tutte le  forze sociali e politiche disponibili a una fase di ricostruzione" per andare oltre il berlusconismo. "Noi dobbiamo fare uno sforzo - ha  spiegato - che va oltre le alchimie del politicismo. Dopo vent'anni di berlusconismo c'è da fare una ricostruzione democratica e sociale in questo Paese e a partire da questo messaggio noi ci rivolgiamo innanzitutto al centrosinistra ma senza chiudere le porte a chi vuole andare oltre Berlusconi". Leggi i moderati del Terzo Polo.

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