"Disfatta", "Crollo", "Ko": è la sconfitta del premier

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In apertura su tutti i quotidiani il risultato dei ballottaggi che vede il centrosinistra trionfare a Milano, Napoli, Cagliari, Trieste. Il Giornale: "Grande psicodramma", Libero: "Batosta per Silvio". Esultano i giornali di sinistra. RASSEGNA STAMPA

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Le reazioni
: Berlusconi - Cosolini - Prodi - Lettieri - Vendola - Fini - De Magistris - Pisapia - Moratti - Zedda - Tabacci - Salvini - Bersani

Le feste in foto: Piazza Duomo a Milano - De Magistris scatenato a Napoli - Cagliari, per Zedda

Visto da internet: Gli sberleffi su Facebook- Milano, Napoli: entusiasmo su Twitter

Viene letto prima di tutto come una sconfitta personale del premier Silvio Berlusconi, sui quotidiani in edicola, l'esito del voto ai ballottaggi per le amministrative che ha visto il centrosinistra trionfare in primis a Milano (Pisapia è sindaco col 55,10% delle preferenze) e a Napoli (plebiscito per De Magistris che è arrivato al 65,4%).

I giornali vicini alla maggioranza di governo cercano di analizzare la sconfitta.
"Il centrodestra parla di strategie e partiti, ma per riprendersi deve solo governare" scrive Alessandro Sallusti in un editoriale sul Giornale, il cui titolo di apertura è "Grande psicodramma".
Libero legge l’esito del voto come "Una batosta per Silvio" e titola, in napoletano, "Chiagne e non fotte", a corredo di una caricatura del premier. "Il disastroso risultato di Napoli e Milano non è un campanello d’allarme. È una sirena, e di quelle che bucano i timpani" scrive il direttore Maurizio Belpietro, mentre in un altro editoriale il fondatore di Libero, Vittorio Feltri, scrive "Caro Cavaliere, torni a fare il Berlusconi".

Tutte sul premier e le reazioni nel centrodestra le analisi anche sugli altri quotidiani. Sulla Stampa, Mario Calabresi parla della "Magia perduta del Cavaliere" e il titolo di apertura del giornale è "Il crollo di Berlusconi". Per Repubblica il voto rappresenta la "Disfatta di Berlusconi" e il direttore Ezio Mauro firma un editoriale dal titolo "Cambiare è possibile": "La svolta nasce nelle città – scrive Mauro – ma il segnale è nazionale ed è un chiaro segnale politico". "Ascoltare il messaggio delle urne" scrive anche Mario Orfeo sul Messaggero, mentre secondo l'editorialista del Corriere della Sera Massimo Franco il centrodestra deve evitare "l'effetto rompete le righe". "Doppio ciclone sulla maggioranza" il titolo di apertura del Sole 24 ore dove, in un editoriale, Stefano Folli parla di "tramonto di un'era politica".

Il quotidiano dei vescovi Avvenire, parla di "una fase nuova per la politica italiana. Certo faticosa, ma interessante e coinvolgente come possono diventarlo, se condotte con lungimiranza, tutte le transizioni da un tempo politico a un altro" e il direttore Marco Tarquinio invita, dopo il voto, a mettere in campo "ascolto serio e risposte all'altezza".

Esultano i giornali della sinistra. "Grazie Italia" è il titolo dell’Unità, "Non ci posso credere" quello del Manifesto sotto una foto del "popolo arancione" in festa in piazza Duomo a Milano. "E Adesso Vattene" il titolo del Fatto quotidiano: chiaro messaggio al premier Berlusconi. Stesso concetto nel "Foera da i ball" in apertura sul Riformista, che cita una frase di Bossi riferita agli sbarchi a Lampedusa.

All'interno dei quotidiani anche diverse interviste a esponenti politici di entrambi gli schieramenti. Su Repubblica Sandro Bondi, dimessosi da coordinatore del Pdl dopo la sconfitta, precisa che: "Berlusconi non ha responsabilità" e Bersani chiede che "Berlusconi lasci" per poi fare la riforma elettorale e andare al voto. Sul quotidiano di Ezio Mauro anche un'intervista al presidente della Regione Lombardia Formigoni  che dice: "O si cambia oppure perdiamo anche le 2013".
Sul Corriere della Sera, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo dice: "Non si può andare avanti con candidati imposti dal centro, non rappresentativi della gente", riaprendo così il dibattito sulle primarie anche nel centrodestra. Autocritica sempra sul quotidiano di via Solferino dal ministro delle Infrastrutture Matteoli: "Chi è al governo non deve alzare la voce. Ci presentiamo come una coalizione moderata e così dovevamo comportarci. Non siamo stati capaci di portare alle urne chi si e' astenuto".   Sul Messaggero, invece, il vincitore a Milano, Giuliano Pisapia, commenta il risultato: "Io ho sempre sostenuto che  Berlusconi si combatte conla buona politica, e non ci si può  aspettare che il lavoro lo facciano i processi. Ecco, abbiamo  dimostrato che è possibile, ed è  la strada giusta".

Ma anche la stampa estera si concentra sulla sconfitta elettorale del centrodestra.
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