Ballottaggi, affluenza in forte calo

Giuliano e Pisapia e Letizia Moratti - Gianni Lettieri e Luigi De Magistris
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Alle 22 di domenica, per le Comunali ha votato il 43,51%, circa il 6% in meno del primo turno. Flessione del 12% per le Provinciali. A Milano - 0,5%. Astensionismo a Napoli. Trieste registra + 2,69%. Le urne riaprono lunedì dalle ore 7 fino alle 15

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Hanno chiuso alle ore 22 i seggi per i ballottaggi che il 29 e 30 maggio, dopo il primo turno di votazione del 15 e 16 maggio scorsi, coinvolgeranno 6.605.806 elettori.
Si vota in oltre 80 comuni di cui 13 capoluoghi di provincia: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza e Crotone, Pordenone, TriesteCagliari e Iglesias.
Per eleggere i presidenti di sei amministrazioni provinciali si è tornati al voto in sei Province: Vercelli, Mantova, Pavia, Macerata, Reggio Calabria, Trieste.
Si vota invece al primo turno in Sicilia per eleggere i sindaci in 27 comuni; unico capoluogo coinvolto è Ragusa. Gli elettori interessati sono 397.001.
I seggi riaprono lunedì 30 maggio dalle ore 7 fino alle 15. Subito dopo lo scrutinio.

Affluenza in forte calo -
Il dato emerso dal primo giorno di voto per i ballottaggi è il calo dell'affluenza che si registra pressoché ovunque.
Per le elezioni Provinciali la percentuale di votanti rilevata alle ore 22 è stata del 30,95% in calo di circa 12 punti percentuali rispetto al primo turno quando era stata del 42,74%.
Per i ballottaggi relativi alle elezioni dei sindaci e dei consigli comunali la percentuale di votanti rilevata alle ore 22 è stata del 43,51%. Al primo turno aveva votato il 49,67%. Il calo percentuale dei votanti supera, dunque, i 6 punti percentuali.
Lo si apprende dal sito del Viminale (il dato non tiene conto dei comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiti direttamente dalla Regione).

Milano nella media, Napoli in calo - Milano, la cui affluenza alle urne alle ore 12 era in controtendenza con quella nazionale (a fronte di un calo ovunque nel paese, nel capoluogo lombardo si registrava un aumento di oltre il 2%)  si allinea ai dati del primo turno: la percentuale per l'affluenza al ballottaggio sotto la Madonnina fa segnare alle 22 il 53,19%, contro il 53,56 di 15 giorni fa.
Napoli registra un forte calo rispetto al primo turno: l'affluenza delle 22 nel capoluogo partenopeo è del 34,78% mentre era stata del 41,28 in occcasione del primo turno.

Percentuali in calo anche in un comune dal forte valore evocativo: ad Arcore alle 22 aveva votato il 51,09% degli aventi diritto contro il 56,31% del primo turno.
Numeri in calo anche a Gallarate, uno dei comuni dove la Lega corre da sola: 43,91% contro il precedente 52,67%. 
In controtendenza c'è però Trieste dove i votanti sono stati addirittura di più del primo turno (alle 22 di domenica il 35,28% mentre due settimane fa erano stati il 32,59%).

Per Berlusconi voto in serata -
"Silenzio stampa com'è logico che sia". Queste le parole del presidente del Consiglio ai giornalisti che gli chiedevano delle dichiarazioni dopo aver espresso il suo voto nel seggio di via Scrosati.
Il premier, che ha votato per le comunali di Milano nella serata di domenica, ha lasciato il seggio di zona Lorenteggio (dove abitava la madre scomparsa cinque anni fa) dopo circa 20 minuti. Quando la sua macchina ha lasciato la scuola Dante Alighieri ci sono stati applausi e fischi da parte delle decine di persone che lo aspettavano. (GUARDA LE IMMAGINI)

Ecco i dati dell'affluenza alle urne realtivi alla giornata di domenica 29 maggio, alle ore ore 19 e alle ore 12.

Affluenza alle ore 19 - Come riporta il Viminale negli oltre 80 comuni chiamati a scegliere il sindaco, alle 19 ha votato il 31,1% degli aventi diritto rispetto al 37,2 che aveva votato al primo turno. Registrando un calo del 6%.
Meno 9% invece per le Provinciali. E' stata del 20,91% l'affluenza alle 19 per i ballottaggi nelle 6 province chiamate al voto. La percentuale alla stessa ora per il primo turno era del 29,98%.

Affluenza alle ore 12 - Alle ore 12, invece, la percentuale di affluenza alle urne per le provinciali ha registrato un calo del 7,88% rispetto al primo turno quando era stata del 9,55%.
Per quanto riguarda le comunali, invece, alle 12 ha votato il 12,37% contro il 12,85% del primo turno.

Ma gli occhi, in questa tornata elettorale, sono puntati su Milano, dove si sfidano Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, e Napoli che vede Gianni Lettieri contro Luigi De Magistris. I due capoluoghi hanno infatti infiammato lo scontro politico, diventando sfide decisive anche a livello nazionale.

La sfida di Milano - Una campagna elettorale tesa quella di Milano, dove l'ultimo scontro si è registrato sabato 28 maggio, quando il sindaco uscente Letizia Moratti ha accusato lo sfidante del centrosinistra di aver violato il silenzio elettorale che precede il voto per alcune dichiarazioni rilasciate a una commemorazione pubblica del giornalista ucciso dalle Br Walter Tobagi. “Letizia Moratti non conosce la legge”, la replica del portavoce di Pisapia.
E la tensione, nel capoluogo lombardo, si è registrata anche all'interno della maggioranza uscente di centrodestra. "Se si perde a Milano dopo che qualcuno aveva invocato un referendum su se stesso - ha detto in un'intervista a Repubblica Matteo Salvini, eurodeputato e capogruppo uscente della Lega al Comune di Milano - mi aspetto che parta una riflessione. Ma in casa Pdl. Sono e restano il primo partito della coalizione".

Il sindaco uscente, Letizia Moratti, ha votato domenica mattina, poco dopo le 10, alla scuola elementare di via della Spiga. Come due settimane fa il primo cittadino si è presentata al seggio accompagnata dal marito. "Ora vado a messa - ha detto Letizia Moratti - e poi in famiglia". "Io non parlo - ha detto poi ai cronisti - sono in silenzio elettorale", in riferimento alla polemica innescata sabato nei confronti dello sfidante, Giuliano Pisapia. 
Il candidato del centrosinistra invece ha votato alle 12.30 nel seggio del liceo Berchet di via della Commenda, accolto da un caloroso applauso e accompagnato dalla moglie Cinzia Sasso. Una sostenitrice, scherzando, lo ha anche invitato a "votare bene", scatenando le risate dei presenti (GUARDA IL VIDEO). All'uscita dal seggio, Pisapia ha voluto "ringraziare di cuore" tutti i giornalisti e i fotografi presenti per "il buon lavoro fatto in questa campagna elettorale. Grazie di cuore a tutti - ha detto Pisapia - e buon lavoro a tutti voi".

La sfida di Napoli - Clima di violento scontro anche a Napoli dove venerdì è stato dato alle fiamme il comitato elettorale di Gianni Lettieri. All'incendio sono seguite accuse "di "responsabilità morale" e "ritorno agli anni di piombo" da Lettieri a De Magistris e repliche di "tentativo di inquinamento democratico" e "strategia della tensione".
Ma la polemica è proseguita anche nel giorno del voto.

Scintille a distanza tra Lettieri e De Magistris - A tenere alto il livello dello scontro la presenza in un seggio del quartiere Mercato di Lettieri, (seggio diverso da quello dove il candidato ha votato), che è stato invitato dalla vigilanza ad abbandonare la scuola.
L'aspirante sindaco di centrodestra, subito dopo il richiamo, ha spiegato che non era a conoscenza della norma, si è scusato, e ha immediatamente lasciato il seggio tra le proteste dei rappresentanti di lista a sostegno di De Magistris e di alcuni elettori.
"Mi trovavo in quella zona - ha spiegato più tardi il candidato del Pdl - perché c'era una processione Mariana molto nota in una piazza vicina, alla basilica del Carmine. I miei rappresentanti di lista mi hanno chiesto di fare un visita in alcune scuole e ho fatto una passeggiata nelle stradine che frequentavo durante l'infanzia per capire quali fossero le percentuali di voto a mezzogiorno. Ovviamente ho rispettato il silenzio limitandomi a chiedere quale affluenza vi fosse".
Ma anche il Pdl ha da ridire sulla regolarità del voto denunciando con il senatore Vincenzo Fasano irregolarità in un seggio della zona Orientale di Napoli "dove - riferisce il senatore - uno scrutatore alla richiesta di una anziana elettrice su come votare, avrebbe risposto di segnare la croce sul nome di De Magistris".

Ultime scintille in una giornata che per il resto non fa registrare episodi di particolare rilievo e che per i due candidati era cominciata all'insegna della distensione. Voto in una scuola di Corso Vittorio Emanuele per Lettieri, accompagnato dalla moglie. Ha votato al Vomero, invece, De Magistris. Per entrambi il tifo dei rispettivi sostenitori, con strette di mano e foto ricordo. Molti hanno avvicinato Lettieri per stringergli la mano. Per l'ex pm, invece, che mostrava al polso un nastrino arancione, colore simbolo della sua campagna elettorale, soprattutto foto ricordo davanti al seggio.

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