Moratti vs Pisapia: l'ultimo duello sul silenzio elettorale

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Il sindaco uscente accusa l'avversario di aver infranto le regole, rendendo dichiarazioni pubbliche a poche ore dal voto. La replica: non conosce la legge. Poche ore prima il candidato di centrosinistra aveva ricordato l'assassinio del giornalista Tobagi

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Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, candidata di centrodestra al ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio, accusa lo sfidante del centrosinistra, Giuliano Pisapia, di aver violato il silenzio elettorale che precede il voto (leggi la normativa).
"Sono venuta a conoscenza che Giuliano Pisapia ha reso oggi dichiarazioni pubbliche, riprese dalle agenzie di stampa - afferma Letizia Moratti in una nota del 28 maggio -, sul ricordo di Walter Tobagi, innocente vittima del terrorismo". "Di questa evidente violazione delle regole e dei comportamenti da tenersi nella giornata di 'silenzio elettorale' - prosegue - intendo informare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano auspicando le garanzie istituzionali affinché la competizione elettorale in corso a Milano si concluda serenamente e nel rispetto delle norme della convivenza civile. Di questo ho già informato il Prefetto di Milano per quanto di sua competenza diretta".

La replica: non conosce la legge - Pronta replica di Maurizio Baruffi, portavoce del candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia. "Letizia Moratti - afferma Baruffi in una nota - dovrebbe conoscere l'articolo 9 della legge 212 del 4 aprile 56, e successive modificazioni, che regolamenta il silenzio elettorale. Se lo avesse letto non avrebbe disturbato né il Prefetto né tanto meno il Capo dello Stato e viceversa avrebbe evitato di girare la città tra teatri e oratori nel giorno in cui sono vietate come recita il comma 1 dell'articolo citato, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico".

Le parole di Pisapia - Poco prima della nota diffusa dalla Moratti, il candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia aveva ricordato l'assassinio del giornalista. Il suo messaggio era stato riportato dall'agenzia Ansa: "Il 28 maggio del 1980, 31 anni oggi, Walter Tobagi, giornalista coraggioso del Corriere della Sera, che indagava sugli 'anni di piombo' in Italia, fu ucciso dai terroristi a Milano. Il suo nome rimane anno dopo anno un punto di riferimento della difesa della democrazia italiana". "Quell'assassinio - aggiunge - non ha cancellato ciò che Tobagi rappresentava. Lo ricordo oggi con le parole che per lui ebbe uno dei protagonisti della Resistenza italiana, Leo Valiani: 'L'Italia repubblicana non ha fatto, sotto i colpi del terrorismo, la stessa fine dell'Italia liberale sotto i colpi dello squadrismo. Lo si deve anche ad uomini come Tobagi ed al loro sacrificio. Buono, generoso quale era, se fosse rimasto in vita, non se ne vanterebbe. Ma noi gli dobbiamo sempre un accorato omaggio"'.

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