Berlusconi al G8 attacca i pm: "Patologia della democrazia"

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Dopo il colloquio con il presidente americano Obama, il premier è intervenuto in conferenza stampa al vertice in Francia e si è scagliato di nuovo contro i magistrati italiani: "Vogliono aggredirmi anche sul piano patrimoniale". GUARDA IL VIDEO

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Un vero e proprio sfogo. Non più pronunciato durante un comizio, davanti al tribunale di Milano, dal salotto di 'Porta a porta' o in uno di quei vertici di maggioranza dove "è costretto a scusarsi" per dover affrontare sempre gli stessi temi.
Silvio Berlusconi porta "la patologia della nostra democrazia" sotto i riflettori del mondo, fa entrare nelle stanze del G8 la sua vicenda personale, mette al corrente tutti i leader - e non solo Obama: guarda il video - dell'aggressione giudiziaria in atto nei suoi confronti da quando è sceso in politica.
Un grido di dolore perché gli attacchi della magistratura minano "la perdita di credibilita'" e di prestigio di chi "rappresenta l'Italia": tutti dovrebbero difendere la presidenza del Consiglio - un messaggio implicitamente rivolto anche alle alte cariche istituzionali - e far notare che gli unici a non pagare mai sono i magistrati.

Il summit di Deauville diventa così per il Cavaliere l'occasione "per spiegare quello che sta succedendo nel nostro Paese".
Il vertice mondiale come un'altra 'tappa' della campagna elettorale prima dei ballottaggi che coinvolgono anche il governo (lo ammette Roberto Calderoli che parla di un segnale per l'esecutivo). Il premier usa il palcoscenico internazionale per denunciare il tentativo di "farmi fuori dalla scena politica", "di aggredirmi anche sotto il profilo patrimoniale secondo una logica per favorire un mio avversario".
Pesano quei 750 milioni che dovrebbe versare per far fronte alle accuse riguardanti la vicenda Mondadori, pesa il fatto che in Italia ci sia "una situazione intollerabile", una tale interferenza da parte dei giudici che nel corso degli anni hanno provocato "crisi di governi" e "poiché sono venuti meno quei bilanciamenti previsti dalla Costituzione" non "sono mai stati riconosciuti colpevoli".
Ma il presidente del Consiglio, piombando dopo il summit nella sala stampa con una nota in mano (fatto inusuale) da leggere e il viso scuro in volto, se la prende soprattutto con l'informazione che si dovrebbe vergognare in quanto "è scandaloso che non si scandalizza".

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