Decreto Omnibus, via libera definitivo dalla Camera

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Con 301 sì, 280 no e due astenuti diventa legge il testo che prevede, tra l'altro, le norme che sostanzialmente vanificano il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno. L'ultima parola spetta però alla Cassazione

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Sì definitivo dell'Aula della Camera al decreto legge Omnibus che contiene, fra l'altro, le norme che sostanzialmente vanificano il referendum sul nucleare. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 301 sì, 280 no e due astenuti.
L'ultima parola spetta ora alla Cassazione. La Suprema Corte ha reso noto che si esprimerà sullo svolgimento del referendum del 12 e 13 giugno sul nucleare solamente dopo la pubblicazione delle nuove norme sulla Gazzetta Ufficiale. Questo sia come forma di "rispetto istituzionale" nei riguardi del presidente della Repubblica, al quale compete la decisione sulla promulgazione della legge; sia perché, di fatto, in quel momento le nuove norme entreranno in vigore.

Solo, dunque, dopo la pubblicazione del decreto Omnibus sulla Gazzetta Ufficiale - viene ancora sottolineato - l'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione, che potrà riunirsi anche d'iniziativa, esaminerà se le nuove norme, così come formulate, renderanno inutile lo svolgimento del referendum o se il quesito referendario avrà ancora motivo si essere sottoposto alla consultazione popolare abrogativa.

Il decreto, sull'onda del disastro di Fukushima, prevedeva inizialmente una moratoria di un anno del programma nucleare, ma un emendamento del governo, approvato in Senato, abroga tutte le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99 del 2009, stabilendo però che tra un anno il governo vari una Strategia energetica nazionale, nella quale non è esclusa l'opzione nucleare.

Col decreto si 'congelano' così tutti i programmi sull'atomo "al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche". Insorgono le opposizioni, dentro e fuori dall'Aula, davanti a quello che definiscono un "imbroglio", uno "scippo di democrazia" e una vera e propria "truffa", visto che in questo modo il governo si tiene in realtà la porta aperta per riprendere il programma nucleare quando, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, i cittadini "si saranno tranquillizzati".


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