Fiducia al decreto Omnibus: a rischio il referendum nucleare

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Il via libera con 313 sì, 291 no e 2 astenuti. Nel testo anche la moratoria che ha scatenato le polemiche. Per l'opposizione si tratta di una mossa per "scippare il voto del 12 e 13 giugno". Idv: vogliono far mancare il quorum sul legittimo impedimento

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La Camera vota la fiducia (la 43esima del governo Berlusconi) al decreto omnibus con 313 sì e 291 no e due astenuti.  I presenti, ha riferito il presidente di turno, Rosy Bindi, sono stati 606, i votanti 604 per una maggioranza richiesta di 303 voti.
Il decreto omnibus, tra le altre misure, contiene anche quelle che dovrebbero evitare il referendum sul nucleare il prossimo 12 e 13 giugno. Una decisione, questa, che - pur attesa - ha fatto indignare il centrosinistra e il Comitato promotore dei referendum. Ma dopo essere andato sotto cinque volte la scorsa settimana, il governo ha preferito non rischiare altri scivoloni viste le polemiche aperte nel gruppo dei Responsabili e quelle tra Pdl e Lega dopo il primo turno delle amministrative.
Quando si è aperta la seduta della Camera nella quale si sarebbe dovuto iniziare a votare sui 150 emendamenti al decreto, il ministro Elio Vito ha posto subito la fiducia sul testo approvato dal Senato e confermato dalla commissione Bilancio.
Immediate le critiche dell'opposizione in aula, con l'Idv che sostiene che la fiducia serve al governo per "eludere" il referendum sul nucleare per far mancare il quorum su quello sul legittimo impedimento. "Una fiducia - ha detto Pier Paolo Baretta (Pd) - che serve a nascondere i contenuti miserevoli di questo decreto".

Le principali misure contenute nel decreto - Composto da otto articoli, il decreto cancella le norme sulla costruzione delle centrali nucleari per cercare di evitare che gli italiani votino il referendum del 12 giugno e amplia il raggio di azione della Cassa dei Depositi, che potrà entrare nel capitale di società ritenute strategiche dal governo. Inoltre, il decreto rivede i limiti agli incroci tra stampa e televisione, aumenta le risorse al Fondo unico per lo spettacolo e prevede un piano straordinario per la zona archeologica di Pompei.

Lo stop al nucleare - Con un emendamento presentato in Senato, il governo ha cancellato le norme che disciplinano la costruzione delle nuove centrali nucleari per cercare di evitare che gli italiani vadano a votare il referendum del 12 giugno prossimo. La decisione finale sul referendum spetta alla Corte di cassazione. Uscito dalla porta, il nucleare potrebbe però rientrare dalla finestra se il governo riuscisse a superare l'ostacolo del referendum. Il decreto prevede infatti la messa a punto di una strategia energetica nazionale in cui verranno definite le "misure necessarie" per garantire la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti.

Il Tesoro aumenta poteri della Cassa dei depositi - La Cassa depositi e prestiti potrà assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale, "purché risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario,  patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di crescita".
Pensata sul modello francese della Caisse des depots, la norma puntava a rendere la Cdp il volano della controffensiva alla francese Lactalis nella lotta per il controllo di Parmalat. L'Opa lanciata da Lactalis sembra tuttavia aver chiuso la partita. Cdp si avvia comunque a rilevare una quota minoritaria in Parmalat (circa il 10%) per tutelare gli interessi della filiera lattiero-casearia italiana. Il decreto ricalca il modello francese anche nella parte in cui prevede che le partecipazioni possano essere acquisite "anche attraverso veicoli societari o fondi di investimento partecipati da Cdp ed eventualmente da società private o controllate dallo Stato o enti pubblici". Cdp potrebbe quindi dare il via alla versione italiana del Fondo strategico per gli investimenti voluto nel 2008 da Parigi.

Limiti incroci stampa/tv fino al 2012 - Né Fininvest, né Telecom Italia, né Sky Italia potranno acquisire quotidiani, a meno che non siano diffusi sul web fino a tutto il 2012. "I soggetti che esercitano l'attività televisiva in ambito nazionale su qualunque piattaforma che, sulla base dell'ultimo provvedimento di valutazione del valore economico del sistema integrato delle comunicazioni adottato dall'Autorità per le Comunicazioni, hanno conseguito ricavi superiori all'8% di detto valore economico e i soggetti di cui al comma 11 non possono, prima del 31 dicembre 2012, acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di giornali quotidiani, con l'eccezione delle imprese editrici di giornali quotidiani diffusi esclusivamente in modalità elettronica", dice il decreto. "Il divieto si applica anche alle imprese controllate, controllanti o collegate".

Più risorse al Fondo per lo spettacolo
- Il governo ha stanziato altri 149 milioni a favore del Fondo unico per lo spettacolo, 80 milioni annui per la manutenzione e la conservazione dei beni culturali e 7 milioni a favore di enti ed istituzioni culturali. Cancellato anche il prelievo di un euro sui biglietti del cinema che doveva scattare da luglio (gettito pari a 45 milioni nel 2011 e 90 dal 2012).
L'intero articolo, che comporta oneri pari a 281 milioni di euro nel 2011 e 326 nel 2012, viene finanziato con l'aumento dell'accisa sulla benzina e dell'accisa sulla benzina con piombo, "nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante", dice il decreto. Prevista inoltre la messa a punto, entro 60 giorni, di un piano straordinario per la manutenzione di Pompei, che sarà finanziato anche con i fondi Fas destinati alla Campania.

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