Ministeri al Nord, stop dal vertice Berlusconi-Bossi

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Il presidente del Consiglio e il leader della Lega, dopo un summit a Palazzo Grazioli, hanno deciso di congelare la proposta fino ai ballottaggi per evitare divisioni. Resta alta la tensione a Milano: Pisapia denuncia una "campagna di diffamazione"

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Il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi avrebbero deciso di congelare la proposta di trasferire alcuni ministeri al Nord fino a dopo i ballottaggi. La decisione sarebbe stata assunta dai vertici di Pdl e Lega  in un incontro a palazzo Grazioli, con la rassicurazione ricevuta dai leghisti che, dopo il voto, il tema tornerà oggetto di discussione. Nel frattempo anche nel Pdl si metteranno appunto delle ipotesi da sottoporre agli alleati per trovare un'intesa. Lo spostamento di alcuni ministeri al Nord sarebbe dunque per il momento 'congelato', per studiare modi e strumenti in un secondo momento per valorizzare e dare più importanza ai territori.

La notizia è arrivata dopo che in giornata Bossi aveva insistito sulla necessità di spostare i ministeri al Nord. "Berlusconi si convincerà. Ci sono in tutta Europa" aveva detto, definendo anche "attraenti" alcuni dei referendum e ricordando che la Lega era contraria alla guerra in Libia, in una sorta di "smarcamento" dall'azione del governo.

La scelta di congelare la proposta segue anche a una sorta di ultimatum del sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Se la questione" del trasferimento delle sedi dei ministero da Roma a Milano "non sarà stata archiviata entro domani (mercoledì, ndr), è evidente che se ne parlerà nella riunione del parlamentino del Pdl" aveva dichiarato il sindaco. "Spero che la situazione si risolva positivamente tra stasera e domani, siamo comunque in attesa di sapere come stanno le cose, perché ancora non abbiamo notizie precise".

Bossi, nel corso del vertice, avrebbe rassicurato anche il premier sul fatto che un'eventuale riforma della legge elettorale non sarà fatta senza un'intesa con il presidente del Consiglio. Il senatùr avrebbe così smentito le voci di dialogo tra il Carroccio e D'Alema per una riforma del sistema elettorale.

La tregua con la Lega arriva dunque negli ultimi giorni di campagna elettorale prima del ballottaggio, in cui Berlusconi è tornato all'attacco con interviste ai tg e messaggi su youtube, ultimo quello di martedì mattina, in cui il premier ha ribadito che il candidato del centrosinistra a Milano Giuliano Pisapia è "dannoso" per la città.

Intanto, proprio Pisapia annuncia l'intenzione di presentare un esposto alla Procura contro "una campagna organizzata di diffamazione" nei suoi confronti, a base di finti zingari che girano per Milano distribuendo volantini falsi pro-Pisapia e uomini vestiti da operai che, in diversi quartieri, prendono delle misure dicendo che servono per costruire la nuova moschea. Dopo che già alcuni giorni fa il leader di Sel, Nichi Vendola, aveva parlato di finti zingari, il candidato sindaco del centrosinistra rincara così la dose annunciando l'esposto contro quelli che definisce "veri e propri reati".

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