Pisapia e Moratti si sfidano a colpi di Ecopass e sanatorie

Letizia Moratti e Giuliano Pisapia
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I candidati si scambiano accuse sulle aggressioni subite da alcuni loro sostenitori. L'esponente di centrosinistra rilancia: "Abolirò il ticket anti smog". E sull'azzeramento delle multe: "Con una sanatoria generalizzata buco da 50 miioni di euro". VIDEO

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Tra tensioni durante i comizi e proclami elettorali, si alzano i toni a otto giorni dal voto di ballottaggio per la scelta del sindaco di Milano.
I due candidati alla poltrona, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, si sfidano infatti a colpi di promesse e impegni nei confronti dei cittadini milanesi. Al centro dell'attenzione Ecopass e la proposta del sindaco uscente di mettere a punto una sanatoria per azzerare le multe.

Moratti: da Ecopass alla sanatoria per le multe - "Leggete i programmi ditelo anche ai vostri amici: ci sono differenze abissali tra la nostra Milano e quella di Pisapia". Tra una stretta di mano e l'altra Letizia Moratti ha ripetuto in prima persona quello che da giorni sta scritto nei volantini del Pdl e Lega: con Pisapia l'Ecopass aumenterà a 10 euro, i vigili saranno sminuiti al ruolo di verbalizzatori di multe con grave danno per la sicurezza, il privato sociale non avrà più gli accreditamenti del Comune e baristi e commercianti saranno tartassati con l'inasprimento delle tasse.
A una settimana dal voto, inoltre, il primo cittadino uscente del capoluogo lombardo ha dichiarato di voler mettere a punto un intervento sulle sanzioni amministrative per le infrazioni del codice della strada, dal momento che molte multe sono state annullate dalla magistratura dopo i ricorsi, avvalorando così l'indiscrezione di una possibile sanatoria delle ammende.




Pisapia rilancia: abolirò l'Ecopass - "I programmi di Letizia Moratti sono un po’ la svendita dell'ultimo momento". E ancora: "In cinque anni Moratti non ha mantenuto gli impegni che si era presa con Milano quindi ancora meno potrà mantenere gli impegni che sta prendendo in questi giorni". Così Giuliano Pisapia ha commentato le proposte dell’avversaria di centrodestra. Poi, ha rilanciato l’abolizione dell’Ecopass.  "Ecopass sarà eliminato perché è stato un provvedimento sbagliato - ha dichiarato, e ha smentito di avere intenzione di introdurre un Ecopass da 10 euro per tutti i veicoli – E’ una delle tante invenzioni dell'attuale sindaco, del Pdl e della Lega. Ecopass ha dato risultati negativi sia dal punto di vista del traffico, sia da quello dell'aria pulita".

Quanto alle multe, “se l’amnistia non incide sulle casse del Comune, ben venga, sarà un impegno che potrò prendermi anche io. Occorre prima verificare le conseguenze di una certa scelta. E credo che Moratti non abbia ancora fatto i controlli necessari” è stato il primo commento di Pisapia. Poi il candidato del centrosinistra ha precisato: Letizia Moratti "conosce poco la situazione del bilancio, da una prima verifica effettuata risulta che una sanatoria generalizzata sulle multe provocherebbe un buco di bilancio superiore ai 50 milioni di euro". Inoltre creerebbe "problemi di equità - ha proseguito - non facilmente risolvibili rispetto a cittadini che hanno gia' provveduto al pagamento". "Il sindaco conosce così poco la situazione del bilancio, che i suoi stessi revisori a palazzo Marino (Fabrizio Pezzani, Stefano Bellavite Pellegrini e Orlando Vetrano) l'hanno invitata, nell'ultima relazione ufficiale annuale, a 'prendere coscienza della particolare gravità in cui versa la finanza pubblica cittadina".

In un'intervista al Tg2 inoltre Pisapia respinge al mittente le accuse di estremismo: "Chi mi conosce sa che non sono estremista. L'estremismo è questo del centrodestra che non solo usa toni molto violenti, ma ha avvelenato addirittura questa campagna elettorale con temi che non riguardano Milano e i milanese".


Scambi di accuse tra i candidati - I toni della polemica si erano già alzati nella giornata di sabato 21 maggio. Al centro della tensione tra Moratti e Pisapia c’è uno scambio di accuse di aggressioni subite da alcuni elettori dei due candidati.
Una donna di 65 anni, sostenitrice di Letizia Moratti e madre dell'assessore Alan Rizzi, sabato 21 maggio è stata ricoverata in ospedale, secondo quanto denuncia il Pdl, a causa di un'aggressione subita durante un volantinaggio al mercato di via Osoppo. Ma dal Pd ribattono di aver subito anche loro delle aggressioni: una in via Osoppo e una in centro. La campagna elettorale per entrambi gli esponenti si sposta infatti in piazza, tra le gente, nei mercati rionali e tra le bancarelle di zona. Nessun confronto tv tra i due, il candidato di centrosinistra ha infatti rifiutato di incontrare la candidata di centrodestra, che nel faccia a faccia trasmesso da Sky lo ha accusato di furto d'auto dicendo che era stato amnistiato invece che assolto. "Non può pretendere o mettere condizioni - ha detto l'avvocato Giuliano Pisapia -, non ha più la credibilità che permetterebbe di avere un confronto leale".

La ricostruzione -
Secondo quanto riferiscono alcuni militanti del Pdl, a spintonare e picchiare Franca Rizzi sarebbe stato un supporter dello sfidante Giuliano Pisapia. L'uomo, 56 anni, è stato identificato, ma nei suoi confronti non ci sarebbe ancora alcuna denuncia. La donna ha riportato un trauma cervicale. Sulla dinamica di quanto avvenuto ci sono ancora dei punti da chiarire. Ai cronisti che telefonavano agli uffici dei vigili urbani appena si è diffusa la notizia, gli operatori rispondevano "non c'è stata un'aggressione ma un diverbio". Più tardi il comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo, ha spiegato che si era trattato di una vera e propria aggressione.
In quel momento, nel mercato di via Osoppo a Milano, erano presenti anche due telecamere, quella di 'Porta a Porta' e quella di 'Ballaro'. Tuttavia, stando a quanto riferito dai cronisti delle due testate, non ci sarebbero immagini dell'aggressione, ma soltanto quelle che riprendono la donna a terra.

Pisapia: escludo che un mio sostenitore abbia malmenato Franca Rizzi - Per quanto riguarda la signora  Rizzi assolutamente escludo che un mio sostenitore l'abbia malmenata o spintonata. In ogni caso le auguro pronta guarigione" queste le parole del candidato sindaco di centrosinistra. Per Pisapia "bisogna far cessare questa tensione eliminando la  possibilità che ci siano episodi di violenza. Io farò di tutto perché questo avvenga. L'ho fatto fino ad adesso. Ho cercato di  tenere la campagna elettorale a livello del confronto e della serietà  degli impegni. Non ho usato insulti, menzogne né accenti o modalità di dialogo non utile: c'è un dialogo violento che demonizza l'avversario. Semplicemente mi sono fermato a parlare con i milanesi dei tanti problemi irrisolti".
Tornando poi alle tensioni verificatesi nelle piazze italiane, "a me risultano due aggressioni: una in via Osoppo e una in centro da parte di militanti del centrodestra nei confronti dei miei sostenitori - ha detto Pisapia - La differenza è che noi abbiamo fatto i nomi". I motivi dell'aggressione? "Uno perché stava volantinando - ha spiegato - l'altro solo la spilla di sostegno”.
L’uomo aggredito in centro si chiama Antonio Romano, è un ex infermiere in pensione. Stava passando in bicicletta in piazza Cordusio, quando è stato aggredito con pugni e un colpo di casco in faccia in seguito ad un diverbio avuto con dei militanti del Pdl. L'episodio risulta anche alla Digos, che però non dispone ancora dei dettagli. L'aggressore, o gli aggressori, avrebbero colpito Romano dopo un diverbio nato perché l'uomo non ha voluto prendere un volantino.
“E’ stata una giornata molto tesa e sono dispiaciuto. Farò di tutto perché non accada più. Ho detto ai miei sostenitori di porgere l'altra guancia" – ha dichiarato il candidato di centrosinistra.

La Russa: "Pisapia di scusi" - Ad aggredire Milano la sostenitrice di Letizia Moratti è stato un supporter di Pisapia. Non ha dubbi il ministro della Difesa Ignazio La Russa. L'uomo "aveva lo stemma di Pisapia. Tutti insieme avevano dei fischietti,  come a dire che erano un gruppo organizzato". Il ministro ha poi contestato il candidato sindaco di centrosinistra per la presa di distanza sull'aggressione, dicendo che si sarebbe invece aspettato dall'avvocato un gesto di scuse.


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