Berlusconi in tv: "Non consegneremo Milano agli estremisti"

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Il premier rompe il silenzio durato una settimana e si fa intervistare da cinque telegiornali in vista dei ballottaggi: "La città non può diventare una zingaropoli islamica". Bersani: "Invadere le tv è inaccettabile. Non siamo in Bielorussia". IL VIDEO

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Silvio Berlusconi rompe il silenzio durato una settimana e torna a parlare in pubblico in vista dei ballottaggi di Milano e Napoli. Lo fa con una maratona televisiva iniziata a Studio Aperto, su Italia 1, proseguita con il Tg4 di Fede e conclusa, dopo un altro intervento al Gr1, sulle reti Rai, con il Tg1 e il Tg2. Un comportamento giudicato inaccettabile dal segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, che annuncia per sabato 21 un presidio dei Democratici davanti all'autorità garante per le Comunicazioni.

"Milanesi turbati dalle bandiere rosse" - "I milanesi sono rimasti turbati dalle bandiere rosse con la falce e martello che sono scese in piazza a festeggiare la vittoria di Giuliano Pisapia e non consegneranno la loro città agli estremisti", ha detto il presidente del Consiglio commentando il risultato di Milano che al primo turno ha visto prevalere il candidato del centrosinistra (ma nelle foto tratte dalle agenzie non sembrano esserci troppe bandiere rosse). "I miei concittadini milanesi che sono persone concrete - ha aggiunto - sapranno scegliere tra quello che ha fatto e garantisce di fare Letizia Moratti e quello che intende fare Giuliano Pisapia.
A Milano "spiegheremo cosa sarebbe costretto a fare un sindaco sostenuto dalla sinistra più estrema dai centri sociali, che lo costringerebbero a un programma illiberale", mentre "nel nostro programma ci sono cento progetti concreti per fare una Milano ancora più bella, più vivibile e per farne una grande metropoli europea proiettata nel futuro, con meno tasse per tutti, con servizi pubblici di eccellenza, con due nuove linee della metropolitana".
"Io sono convinto che quei milanesi che si sono astenuti dal voto al primo turno, visti i risultati, non vorranno consegnare al secondo turno la loro Milano all'estrema sinistra facendola diventare una metropoli disordinata, caotica e insicura. Milano non può diventare alla vigilia dell'Expo 2015 una città islamica, una zingaropoli piena di campi rom, una città che aumenta le tasse".

Il risultato di Napoli -
"A Napoli il risultato del Pdl è buono se si considera che occorreva scardinare il sistema delle clientele che ha amministrato in modo disastroso i cittadini e il
territorio e che al ballottaggio sarà schierato per sostenere il candidato dell'estrema sinistra", ha detto invece il premier a proposito del capoluogo campano dove al ballottaggio si sfideranno Gianni Lettieri del Pdl e Luigi De Magistris dell'Idv (GUARDA IL FACCIA A FACCIA TRA I DUE CANDIDATI).

"Il Pd non canti vittoria" - Nell'intervista al Gr1 Rai il Cavaliere ha invece detto di non capire perché il Pd canti vittoria, visto che è arretrato rispetto alle precedenti comunali. "Il vero risultato politico è che non ci sono alternative al nostro governo, alla nostra maggioranza", ha poi detto Berlusconi al Tg4 diretto da Emilio Fede. "Il risultato di Milano ci dice che i milanesi non hanno premiato il Partito democratico. Il risultato vero di queste elezioni è che il Popolo delle libertà resta il primo partito in Italia e il Pdl e la Lega si confermano l'unica alleanza in grado di esprimere un governo stabile, un governo credibile"

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