Frattini: "Caduti in trappola come polli"

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Così il ministro degli Esteri commenta la campagna elettorale: "Bisognava puntare sulle cose fatte". Per D'Alema invece è stata "la vittoria del Pd, non della sinistra radicale". Ma Gelmini annuncia: "La partita di Milano è aperta". LA RASSEGNA STAMPA

AMMINISTRATIVE 2011
Milano, così si è sgonfiato il Pdl
Napoli, così si è sgonfiato il Pd

Pisapia-Moratti: la cronaca del sorpasso in un video di 8 minuti

LE DICHIARAZIONI:
- Pisapia - Moratti - Lettieri - Fassino Bersani - Di Pietro - Casini - Montezemolo - Formigoni - Santanchè - Capezzone - Verdini - Enrico Letta - De Magistris - Podestà - Castelli e Calderoli

I ballottaggi che si avvicinano, le tensioni all'interno dell'esecutivo che mercoledì 18 è andato sotto alla Camera per cinque volte. Sono questi i temi che tengono banco sulle prime pagine dei quotidiani nel giorno in cui si svolge l'atteso faccia a faccia tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro delle Riforme Umberto Bossi (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

Frattini: "Ai ballottaggi parlino solo i candidati" -
Il Pd non canti vittoria perché il centrosinistra "avanza grazie all'ala estrema e radicale come dimostrano i risultati di Pisapia e De Magistris o l'exploit di Grillo" mentre il "bipolarismo regge" e quindi "i centristi sono in difficoltà con la loro politica dei due forni". E' l'analisi del voto di domenica e lunedì del minstro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista al Corriere della sera. "Pdl e Lega - avverte però Frattini - tutto devono fare oggi tranne che cercare capri espiatori" mentre ammette che aver trasformato Pisapia "nell'icona del moderatismo e la Moratti in quella dell'estremismo è stato un paradosso nel quale siamo caduti come polli" mentre bisognava puntare sulle cose fatte e comunque il premier resti fuori dalla contesa: "Ho detto a Berlusconi e lo dico in pubblico che credo sarebbe meglio che siano loro", i candidati, "a spiegarsi e confrontarsi". Per Frattini, comunque, non dovrebbero esserci ricadute sul governo, anche per quanto riguarda l'atteggiamento di Umberto Bossi: "Chi cercasse di trovare adesso divisioni tra Pdl e Lega non le troverebbe".

D'Alema: "Ha vinto il Pd, non la sinistra radicale" -
"Le elezioni le abbiamo vinte noi, non la sinistra radicale o qualcun altro. Sostenere il contrario come si continua a fare è solo sciocca propaganda". Lo dice Massimo D'Alema che, in un'intervista a La Stampa sull'esito delle amministrative, aggiunge che per la destra la debalce di Silvio Berlusconi non dipende dai "toni" scelti dal Cavaliere, che "sono sempre gli stessi e a volte hanno perfino pagato", bensì dal "totale fallimento dell'azione di governo". Il dato di queste elezioni, afferma il presidente del Copasir, è che "il Pd si dimostra in grado di garantire un'alternativa al centrodestra" anche se a Napoli "e in qualche area del Mezzogiorno, ma non in tutto il Mezzogiorno, paghiamo ritardi ed errori. Ma il Partito democratico è in piedi, cresce, e io questo trionfo del radicalismo e dell'estremismo proprio non lo vedo". D'Alema sollecita, inoltre, il Terzo polo: "L'idea bipolare è ormai radicata nella testa degli elettori e a volte la 'terzieta", se è fine a se stessa, si paga.

Gelmini: "Il Pdl cambierà i toni della campagna elettorale" -
La partita per la poltrona di sindaco di Milano "è assolutamente aperta". Per questo il Pdl ripartirà "con umiltà e sensibilità", cambiando "per prima cosa i toni della campagna elettorale". Lo spiega in una intervista al Messaggero il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, osservando che il premier, Silvio Berlusconi, "forse ha commesso un eccesso di legittima difesa". Se è vero che Berlusconi ha perso consensi proprio a Milano, è vero anche che "dal '94 si annuncia la sua fine e questo ci ha sempre portato fortuna". E "in ogni caso - assicura - non esiste alcuna criticità a livello nazionale", c'è stato solo "un problema a Milano, abbiamo sottovalutato il malessere dei cittadini". Peraltro, "tutti tifano per la rottura" con la Lega, ma "l'alleanza è salda, e terra"'.

Vendola: "Siamo riusciti a far scendere la sinistra dal lettino dello psicanalista" -
Siamo la seconda forza del centrosinistra, il quarto partito. Superiamo il 10% a Bologna, l'8% a Gorizia, a Cagliari siamo al 7%, a Torino quasi al 6%, ma i numeri non sono la cosa importante? E cosa, allora? Sel ha un anno: avevamo promesso, non l'ennesimo partito, ma di riaprire la partita. L'abbiamo fatto nelle città in cui l'impresa pareva impossibile - a Cagliari, a Milano - mobilitando tutta la coalizione su candidati competitivi. Possono farci mille critiche, ma questo è un fatto". E' quanto sostiene il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, in un'intervista su Il Fatto Quotidiano. "In un Paese paralizzato e immobile, finalmente, siamo riusciti a far scendere la sinistra dal lettino dello psicanalista, a finire l'autoflagellazione", prosegue Vendola, "Siamo tornati a giocare e a vincere nelle città grazie alle primarie: sono state il fascio di luce che ha illuminato le crepe dei totem della destra".

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IL FOCUS:
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