De Magistris, exploit a Napoli. E riparte la sfida nell'Idv

Luigi De Magistris festeggia la vittoria al primo turno delle comunali a Napoli
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L'ex pm, candidato da Di Pietro nel capoluogo campano, va al ballottaggio scalzando il candidato Pd. E prende il 18% in più rispetto al suo partito. Si riaprono così anche i giochi dentro l’Italia dei Valori per la futura leadership. LO SPECIALE

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“Non mi sento il sindaco né dell’Idv, né del centrosinistra, ma mi sento il sindaco per Napoli”. Primo cittadino non lo è ancora, Luigi De Magistris. Tra lui e la poltrona che è stata di Rosa Russo Iervolino, c’è un ballottaggio dall’esito tutt’altro che scontato. Per ora, però, l’eurodeputato ed ex pm può festeggiare una vittoria tutta personale. Ottenuta grazie al voto disgiunto, contro i candidati di centrodestra e centrosinistra, ma con il 18% di voti in più anche rispetto alla lista dell’Italia dei valori ( guarda i risultati). Un risultato che sembra aprire di nuovo i giochi dentro il partito di Antonio Di Pietro, con il rischio che possano riemergere tensioni mai del tutto sopite.

Il presente, innanzitutto. De Magistris va al ballottaggio contro il candidato del Pdl Lettieri, lasciando a casa il più quotato Morcone, sostenuto dal Pd. E il risultato viene definito “straordinario” anche dall’esponente di punta dell’area moderata dell’Idv Massimo Donadi, che in passato più volte si è trovato su posizioni molto diverse da quelle dell’ex pm. Ma questo è il momento della festa, per una scelta, quella di correre da soli, che poteva apparire azzardata e invece premia. Anche Di Pietro si precipita in serata a Napoli a celebrare il successo: fin dall’inizio, del resto, aveva sostenuto la discesa in campo dell’eurodeputato.

Ma i dati mostrano una realtà più complessa. E le parole di De Magistris lo confermano. “Non mi sento il sindaco dell’Idv”, dichiara l’eurodeputato. E sottolinea di essere al ballottaggio grazie al “voto disgiunto: mi hanno votato anche dall’area di destra, di centro”. Innegabile. Tra la percentuale ottenuta dall’aspirante sindaco e quella delle liste che lo sostengono (Idv, Rifondazione comunista-Comunisti italiani, Lista civica ‘Napoli è tua’, Partito del Sud) corrono circa dieci punti. Lui al 27,1%. La compagine che porta il nome di Di Pietro ferma all’8,2%. Certo, l’Idv quasi raddoppia il risultato delle comunali del 2006 nel capoluogo campano (4,1%) e migliora anche rispetto alle politiche del 2008 (5,5%). Ma l’effetto traino del candidato sindaco appare innegabile, se si considera anche che la sua lista civica, ‘Napoli è tua’, arriva fino al 4,4%.

A dare ancor di più la sensazione di una vittoria personale di De Magistris, si somma la piccola debacle che Di Pietro incassa nel suo Molise, una regione dove nel 2008 l’Idv prendeva il 28%. A differenza che a Napoli, infatti, nella provincia di Campobasso la scelta di correre da soli, senza il Pd, ha fruttato all’Idv solo il 6,1% (nel 2006 era arrivato al 9%) e al suo aspirante sindaco, Pierpaolo Nagni, il 6,63%.

Niente a vedere, insomma, con quanto avvenuto a Napoli, dove l’ex pm dell’inchiesta Why not riesce a catalizzare non solo il voto di protesta, ma a tenere a distanza anche i grillini (fermi con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico, all’1,3%), prendendosi una rivincita su Beppe Grillo, che lo aveva duramente attaccato per il suo operato in Europa e per la scelta di prendere la tessera Idv.

Tutto questo capitale politico, qualunque sia l’esito del ballottaggio, si può immaginare che De Magistris possa andare a riscuoterlo proprio dentro l’Italia dei valori. Già lo scorso anno, in sede di congresso, si era ventilata una sfida dell’eurodeputato a Di Pietro per la leadership. Allora non se n’era fatto niente, ma per il futuro chi può dire.
De Magistris si è fatto da tempo, infatti, catalizzatore dell’area più movimentista del partito e non ha esitato a criticare scelte e posizioni dell'attuale dirigenza (come quella di sostenere Vincenzo De Luca alla presidenza della Campania nel 2010). Il confronto con l’altra area, più moderata, si può immaginare venga per il momento rimandato, almeno fino al ballottaggio. Così come non sembra ancora tempo per la scalata dell’eurodeputato napoletano alla leadership dell'Idv. Ma c’è chi è pronto a scommettere che le tensioni non tarderanno a emergere. E che De Magistris di fronte a un eventuale scontro non si tirerà indietro.

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