La ricetta Twitter dopo le elezioni: più #quotes per tutti

#SantacheQuotes: Se vince Pisapia la profezia dei Maya si avvererà Credits: Twitter.com
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Il tormentone delle dichiarazioni-sfottò dilaga su Twitter e Facebook. Dopo la "presunta Moratti", ora a cinguettare battute assurde sono inverosimili Pisapia, Santanchè, Giovanardi e Berlusconi. LE FOTO CON I TWEET PIU’ DIVERTENTI

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LE FRASI PIU' IRONICHE APPARSE SU TWITTER: su Pisapia - sulla Santanchè

di Nicola Bruno


Da mattatrice di talk show ed approfondimenti televisivi a nuova icona di Twitter. Daniela Santanchè è l’ultima vittima del fenomeno dei #quotes, l’hashtag con cui gli utenti di Twitter si divertono a mettere in bocca ai politici battute ora stravaganti, ora infantili, ma sempre più o meno verosimili rispetto all'attualità (era già accaduto con Pispia dopo lo scontro nel duello televisivo con la Moratti: guarda la gallery).

Da quando, lunedì 16 maggio, il sottesegratario all’attuazione del programma ha effettivamente commentato a Radio 24 che “la vittoria di Pisapia sarebbe come portare il Leoncavallo a Palazzo Marino (...) Sarebbe come portare la droga, senza se e senza ma”, su Twitter è stato tutto un susseguirsi di #santanchequotes, con tanto di profilo non ufficiale creato al volo.
E così, il tormentone “Se vince Pisapia...” è stata completato in maniera del tutto fantasiosa dagli utenti: “... il #bungabunga sarà fatto in burqa”, “...bin Laden risorge” “... saremo tutti obbligati a farci dreads”, “...non ci saranno più i saldi”, “...non si potrà più camminare per Milano con i tacchi alti”, “... inizierà a tirare statuette del Duomo a tutta #Milano!”, “.... Milano verrà gemellata con L'Avana”, “...  il nuovo derby di milano sarà hamas contro al fatah”, e via dicendo.
Il successo della trovata è dimostrato dal fatto che l’hashtag #santachequotes è subito balzato in testa ai “trending topics” di Twitter (e cioè gli argomenti più discussi del momento).

Non solo la pasionaria del Popolo della Libertà, comunque. A cinguettare a tutto #quote è anche Carlo Giovanardi. Dopo le sue recenti uscite contro la pubblicità dell’Ikea, anche per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia c’è un profilo non ufficiale in cui gli utenti si divertono a prendere in giro le sue “istigazioni”: “l’Ipad istiga i giovani a ‘toccare con mano’ il porno”, “#Berlusconi istiga a frequentare #Lelemora”, “I punti neri istigano i giovani a rapporti multietnici”, “'Cantando sotto la pioggia' istiga i giovani alla polmonite”, “YouTube istiga i giovani ad andare su YouPorn”, e via dicendo.

Il fenomeno dei #quotes non risparmia nessuno dei politici sull’onda del momento. Ce ne sono così per Giuliano Pisapia e per Silvio Berlusconi. Anche qui il gioco è sempre lo stesso: prendere un personaggio che l’ha sparata grossa di recente, estremizzare le sue posizioni politiche senza farlo sembrare troppo inverosimile e mettergli in bocca battute divertenti. Ecco allora il Presidente del Consiglio cinguettare battute scontate (“c'è qualcuno che ha una nipote da prestarmi?") e meno (“Elezioni falsate dagli stessi comunisti che hanno incastrato Strauss-Kahn”).

Dal canto suo, anche Letizia Moratti non ha smesso di essere vittima dei #morattiquotes lanciati dagli utenti di Twitter dopo le sue dichiarazioni contro Pisapia durante il faccia a faccia di SKY TG24. Ora la finta Moratti commenta i risultati elettorali, tra accuse infantili all’avversario (“Pisapia di notte entra furtivamente nelle case, sveglia i bambini e sussurra loro: "ti hanno adottato". Poi scappa via” - “Pisapia insieme ai magistrati brigatisti di Milano ha cancellato con la gomma metà dei voti di Berlusconi”) e altre più dissacranti (“I #morattiquotes hanno portato bene a Pisapia... tutti i ladri di auto hanno votato per lui!”).

Tra un #quote e l’altro, c’è anche chi avanza l’idea che i #morattiquotes abbiano alla fine spostato qualche voto: “Sicuramente il fenomeno del #MorattiQuotes ha dato del suo nelle #elezioni11”, risponde un utente a chi gli chiede quanto abbiano contato i social media nelle amministrative. Forse è troppo presto per dirlo, ma è certo che il fenomeno è stato uno dei più divertenti e originali di quest’ultima tornata elettorale: un modo intelligente per auto-difendersi dalle dichiarazioni più strampalate dei nostri politici. Dopo Moratti, Giovanardi e Pisapia, chissà chi sarà la prossima vittima.

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