Maroni: "Stop ai bombardamenti per fermare gli sbarchi"

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni
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Secondo il ministro dell'Iinterno con la fine della guerra in Libia finirebbe anche l'emergenza dei profughi. E a chi lo accusa che l'Italia non fa respingimenti risponde: "Non è vero, i rimpatri funzionano"

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"L'unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca. Senza la guerra non esistono nemmeno i profughi che diventano clandestini e che come tali puoi rimpatriare". Roberto Maroni, ministro dell'Interno, interviene sulla Padania e chiede uno stop ai raid aerei in Libia. Il ministro, intervistato da Iva Garibaldi, sulle pagine del quotidiano della Lega Nord rilancia il 'no' del Carroccio all'intervento militare italiano, puntando il dito contro l'Europa: "Frontex se ne lava le mani, non possiamo fare altro", spiega.

Maroni fa il punto sull'arrivo di immigrati e profughi. "La Spagna e la Grecia respingono i clandestini. Perché l'Italia non fa altrettanto?", gli chiede la Padania. "Non è vero che noi non lo facciamo, noi respingiamo e rimpatriamo i clandestini. L'abbiamo sempre fatto - spiega il responsabile del Viminale - Anche con la Tunisia, con il cui governo abbiamo  fatto un accordo, procediamo con i rimpatri. Proprio l'altro ieri abbiamo consegnato al governo di Tunisi quattro motovedette per il controllo delle coste e per impedire le partenze. L'accordo firmato il 4 aprile funziona e lo dimostra il fatto che dalla Tunisia gli arrivi ormai sono pochissimi". "La Spagna - prosegue Maroni - ha come interlocutore il Marocco, noi lo stiamo facendo con la Tunisia ma con la con la Libia è impossibile, perché lì c'è la guerra e quelli che arrivano sono profughi che non possiamo rimpatriare".

"Noi sappiamo - continua l'esponente leghista - che quelli che arrivano dalla Libia li manda Gheddafi e dobbiamo accoglierli. Però è doveroso da parte nostra verificare chi c'è su quelle navi". "Perché non fare come la Danimarca?", gli chiede la Garibaldi. "Al di là di altre considerazione - conclude Maroni - la Danimarca può agire in un certo modo perché le regole Schengen si applicano ai confini di terra. Noi invece abbiamo gli ingressi via mare, e in questo caso non puoi bloccare le frontiere. Per questo sostengo che l'unica soluzione è che cessino i bombardamenti e che la guerra finisca".

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