"Due sì per l'acqua pubblica", è boom sul web

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Da YouTube a Facebook, in rete spopola il video che promuove il sì al referendum su cui gli italiani voteranno il 12 e 13 giugno. GUARDA LO SPOT

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Archiviate le elezioni amministrative, al centro del dibattito politico tornerà il nodo referendum (due quesiti sull'acqua: uno sul nucleare; uno sul legittimo impedimento). Un tema caldo, che si è incendiato dopo la moratoria del governo sul nucleare. Mossa, questa, considerata da molti uno strumento per depotenziare la validità della consultazione e dissuadere gli italiani dall'andare alle urne. Una precisa scelta della maggioranza, ha poi ammesso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per evitare che dopo la tragedia alla centrale di Fukushima gli italiani si recassero al seggio per fermare gli investimenti del governo sul tema.

Oltre che sul nucleare, però, gli occhi sono puntati sui due quesiti che intendono abrogare le due norme di legge sulla privatizzazione dell'acqua (affidamento del servizio idrico ai privati e riconoscimento degli utili ai privati sui capitali investiti). La campagna per il sì è serrata e, soprattutto, appoggiata dagli internauti.
Il gruppo su Facebook Acqua Pubblica, ad esempio, ha già oltre 770 mila sostenitori. Ma un vero e proprio fenomeno di questi giorni è lo spot "2 sì per l'acqua pubblica: passaparola!" che è stato visto su YouTube da oltre 33mila persone e condiviso su Facebook da oltre 50mila persone.
Il segreto del successo? La sua semplicità: una bambina seduta all'aria aperta che disegna e una voce rassicurante che spiega perché votare sì.
Guarda il video




Pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 4 aprile 2011 sono quattro i quesiti su cui si dovrebbe votare il 12 e 13 giugno:

a) referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; 

b) referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; 

c) referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme; 

d) referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Il voto si esprime tracciando un segno sul “SI” o sul “NO“. Nei referendum abrogativi votando “SI” si elimina una legge esistente, rimuovendola dall’ordinamento, ed il quorum necessario per rendere valida la votazione è fissato al 50% più uno degli aventi diritto.

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