Torino tra industria e cultura nel confronto Fassino-Coppola

Il candidato del centrodestra Michele Coppola e Piero Fassino, che corre per il centrosinistra
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Faccia a faccia tra i due principali candidati a sindaco. "Aprire un tavolo con le più importanti realtà della città" dice il rappresentante del Pd. "Ridurre il debito tagliando gli sprechi" risponde quello del Pdl. TUTTI I VIDEO

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Ultimo appuntamento dei faccia a faccia elettorali realizzati da SkyTG24 in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Questa volta a confrontarsi sono stati Piero Fassino del Pd e Michele Coppola del Pdl, in corsa per la poltrona di sindaco di Torino.

Il lavoro - Il primo a prendere la parola è il candidato del centrodestra Michele Coppola che spiega come intende intervenire sul problema occupazionale. "Torino deve tornare la città dove le imprese decidono di andare e non quella da cui decidono di andare via - spiega l'uomo del Pdl -. Torino è una città meravigliosa, che deve scommettere sul suo futuro e sul lavoro". Il tema del lavoro è anche in cima alle priorità di Fassino che spiega che "questa è la prima cosa di cui bisogna occuparsi. Questa città è stata una capitale del lavoro, era una città dove la gente veniva a lavorare. Convocherò un tavolo con le parti sociali, industriali, sindacati, università e i professionisti per stabilire un piano straordinario per l'occupazione in città." E non manca di rendere omaggio a Sergio Chiamparino. "un uomo che ha scommesso sulla trasformazione di Torino".

Il debito della città - Altro tema caldo è il forte indebitamento del Comune. Un passivo che, secondo Fassino "deriva da una causa comune a tutte le città italiane, e cioè il taglio delle risorse da parte dello Stato. L'indebitamento di Torino, comunque, è un indebitamento da investimenti, abbiamo costruito la metropolitana, il passante ferroviario, abbiamo speso molto per i Giochi olimpici. Abbiamo investito su cose che rimangono. Abbiamo dei valori portanti, come le partecipazioni del comune nelle aziende che ci dà garanzie e il debito della città è governabile, gestibile e pagabile". Un'opinione che non vede d'accordo Michele Coppola, secondo cui "la città pagava con il debito la spesa corrente. Il comune costa 70 milioni di euro in più ai torinesi. Bisogna evitare gli sprechi".

Lavori pubblici e cultura - Nella città della Thyssen il problema della sicurezza è molto sentito. Entrambi i candidati criticano l'applauso che la platea di Confindustria ha voluto dare all'ad dell'azienda, condannato a 16 anni di reclusione. Ma il tema della sicurezza si lega anche a quello degli appalti pubblici. "Non dobbiamo commettere l'errore di sacrificare la sicurezza del lavoro per aprire nuove imprese. Basta con la pratica del massimo ribasso" dice il candidato di centrodestra e spiega che "bisogna anche considerare i criteri di qualità delle imprese". Posizione che vede sostanzialmente d'accordo anche Fassino, secondo cui bisogna trovare procedure diverse, concordate con esperti, per l'assegnazione degli appalti. Torino negli ultimi anni è diventata anche una meta turistica. E su questo vogliono puntare entrambi i candidati. Secondo quello del centrosinistra "bisogna costruire un nastro di eventi continui per tenere alta la proposta culturale della città e non far diminuire i flussi turistici che negli ultimi anni sono venuti qui", mentre Coppola propone di "firmare un accordo con Milano per portare il 15% dei visitatori dell'Expo a Torino".

I faccia a faccia - Il confronto su Torino è l'ultimo dei Faccia a faccia organizzati da SkyTG24, che da tempo porta avanti una campagna per i confronti tra leader politici, anche a livello nazionale.
Ad aprire le danze è stato il confronto tra Virginio Merola e Manes Bernardini, che corrono per la poltrona di primo cittadino a Bologna. Poi è seguito quello tra Luigi De Magistris (Idv) e Mario Morcone (Pd) per Napoli (grande assente il candidato del Pdl Gianni Lettieri, che ha dato forfait all'ultimo minuto). Infine, alla vigilia del confronto tra Fassino e Coppola,  SkyTG24 ha ospitato il dibattito infuocato tra i principali sfidanti di Milano Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, conclusosi con un'accusa di condanna per furto da parte del sindaco allo sfidante e l'annuncio di querela da parte di Pisapia.

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