Latina, il Pdl pianta alberi invece di attaccare manifesti

Nicola Zanfardino, a sinistra, mentre pianta uno dei lecci donati alla sua città durante la campagna elettorale
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Nella città laziale, dove sono in lizza ben 13 aspiranti sindaco, i candidati del Popolo della libertà hanno tosato pecore, potato aiuole e regalato lecci alla comunità. E' la politica del fare, dicono

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Alle prossime elezioni amministrative spetta a Latina il primato per il maggior numero di candidati alla poltrona di sindaco (guarda la scheda elettorale). Gli abitanti sono chiamati a scegliere tra ben 13 possibili primi cittadini e 800 aspiranti  consiglieri comunali, distribuiti in 26 liste.
Nella città laziale, che conta circa 119mila abitanti, le amministrative del 2011 si sono distinte anche per l’insolita campagna elettorale di alcuni candidati. All’insegna, dicono i protagonisti, della "politica del fare".
Per esempio il candidato sindaco del centrodestra, Giovanni Di Giorgi, a pochi giorni dalla data del voto, ha preso forbici e cesoie per tosare alcune pecore in un’azienda della città e potare delle aiuole. "Piccoli gesti - ha spiegato l’aspirante primo cittadino - che sono comunque testimonianza della nostra politica del fare". Ma anche, ha aggiunto Di Giorgi, segno di “un’attenta ricognizione dei problemi della città, anche dei più piccoli, per poter predisporre in tempi rapidi iniziative e soluzioni da mettere in campo nei giorni immediatamente successivi all'insediamento della nuova  amministrazione". Sarà. Senza dubbio, se le urne lo decreteranno vincitore, Di Giorgi sarà il primo sindaco contadino e giardiniere di Latina.

Ma nella città laziale Di Giorgi non è l’unico candidato con il pallino del verde. Nicola Zanfardino, aspirante consigliere comunale proprio nella lista di Di Giorgi, ha preferito non inquinare la sua città tappezzandola, come si fa in genere in campagna elettorale, con decine di manifesti e cartelloni. Ha preferito regalare alla comunità due lecci. Li ha piantati nel parco cittadino San Marco. E ha pure fatto proseliti: altri due candidati della lista, Fausto Mottola e Massimiliano Mulè, hanno seguito il suo esempio. Si sono rimboccati le maniche e hanno piantato altri due lecci nello stesso parco. Non solo: i tre candidati hanno promesso che seguiranno la crescita dei quattro alberi piantati e li cureranno finché ne avranno bisogno. La scelta degli alberi significa, ha spiegato Zanfardino, “radicarsi sul territorio e crescere, sviluppare tutti i rami vincenti e rendere migliore la propria vita".

Infine, Graziano Cecchini, l'artista futurista che colorò di rosso Fontana di Trevi a Roma, ora candidato a Latina come consigliere comunale nella lista Pennacchi-Futuro e libertà, nei giorni scorsi ha voluto stupire la città con una nuova forma di provocazione. Obiettivo di Cecchini, questa volta, l'edificio che ospita il mercato coperto di Latina, una struttura in pieno centro che da decenni l'amministrazione annuncia di riqualificare. Con bombolette spray e vernice bianca, Cecchini ha prima imbiancato un muro dell'edificio e poi ha disegnato la figura di un Cristo sostenuto dalla torre comunale di Latina e da due prostitute, simbolo, come ha spiegato, del meretricio della politica. Cecchini ha poi spiegato il senso di questa provocazione,  indirizzata secondo lui a scuotere la politica locale e nazionale.

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