Attacchi e querele: è scontro tra Moratti e Pisapia

1' di lettura

Nel faccia a faccia di SkyTG24, il sindaco uscente accusa l'avversario di essere stato giudicato responsabile di un reato. Il candidato del centrosinistra: mente. E distribuisce la sentenza di assoluzione. La controreplica: una valutazione politica. VIDEO

Guarda anche:
Milano, Moratti-Pisapia: scontro al vetriolo. Tutti i video
Pisapia assolto in appello. Ecco come è andata
Moratti Pisapia: scontro infuocato in tv: LE FOTO
Feltri: "La Moratti ha sbagliato"
Forum: commenta il faccia a faccia

(in fondo all'articolo tutti i video sul faccia a faccia)

Pisapia "è stato riconosciuto colpevole dalla Corte di Assise del furto di un veicolo utilizzato poi per un sequestro e il pestaggio di un giovane. L'amnistia non è assenza di responsabilità".  E' questa l'accusa, durissima, che Letizia Moratti lancia nella parte finale del faccia a faccia di SkyTG24 tra i due principali candidati a sindaco di Milano (guarda le foto del dibattito).
Dura, la reazione di Pisapia, che alla fine della registrazione della trasmissione annuncia querela nei confronti della sua avversaria per diffamazione aggravata, pubblica su internet la copia della sentenza d'Appello in cui è stato assolto e dice: “La Moratti mente. Milano non merita un sindaco bugiardo” e parla poi di "killeraggio".

Pisapia pubblica on-line la sentenza - Criminalità, giustizia, Expo: il faccia a faccia di SkyTG24 condotto da Emilio Carelli,  tocca svariati argomenti fino appunto all'affondo dello stesso sindaco.
Accusa che provoca la reazione immediata di Pisapia ("Una calunnia"), cui segue, a fine dibattito tv, una nota del suo ufficio stampa nella quale si specifica come "nonostante l’amnistia, Giuliano Pisapia presentò appello, accolto. La III Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dal dott. Luigi Maria Guicciardi nel procedimento n.76 del 1985 ha assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto. La sentenza (LEGGILA) recita alle pagine 1562 e 1563: “In conclusione non vi è prova – né vi sono apprezzabili indizi – di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”.  Tale sentenza di assoluzione con formula piena - prosegue conclude la nota -  è passata in giudicato ed è quindi definitiva".
Nel comunicato stampa di Pisapia si legge anche che "è evidente che Letizia Moratti è disperata. Fidandosi di qualche manina sporca che fabbrica dossier ad arte è incappata in un clamoroso errore. Ha diffamato Giuliano Pisapia alla fine della registrazione del confronto su Sky TG24, pensando di approfittare come in un agguato del diritto di parlare per ultima".

Guarda il video di Giuliano Pisapia in piazza della Scala



Pisapia ne aveva già scritto sul suo sito - Di questa vicenda, era stato lo stesso Pisapia a a parlare sul suo sito, il 18 marzo scorso (e la cosa era stata ripresa anche da alcuni giornali, per esempio il Corriere della Sera). In occasione di una sua visita al carcere di San Vittore, l'avvocato candidato sindaco del centrosinistra aveva infatti scritto: "So bene cosa significa stare dietro quelle sbarre. Ci sono passato anch’io. Nulla che già non si sappia. Sono passati oltre trent'anni: arrestato, innocente, per banda armata e concorso morale nel furto di un'autovettura. Prosciolto dalla prima accusa (banda armata) con formula piena nella fase istruttoria (allora vi era ancora la formula dell'insufficienza di prove); giudicato e assolto anche per l'accusa di concorso morale in furto, reato coperto da amnistia dal quale però i giudici mi hanno assolto nel merito, cosa possibile solo in quanto risultava evidente la mia innocenza. Un errore giudiziario, riconosciuto da una sentenza passata in giudicato, che comunque ho pagato con quasi quattro mesi e mezzo di carcere".

Moratti: "Una valutazione politica" - Ed anche Letizia Moratti, al termine del faccia a faccia, è tornata sull'accusa: "La mia è stata una valutazione politica che voleva mettere in evidenza come Pisapia abbia una storia diversa dalla mia", ha detto il primo cittadino uscente, aggiungendo: "Il contesto politico in cui si muoveva Pisapia in quegli anni era quello attestato dall'autorità giudiziaria di primo grado. Sul piano politico io ho inteso dire che la storia di Pisapia non è la storia di una persona moderata. Non entro nel merito del giudizio, ho solo citato una sentenza di primo grado per dare una valutazione politica".

Il riferimento della Santanché - A quella vicenda giudiziaria aveva già fatto riferimento anche il sottosegretario Daniela Santanchè, ma in termini decisamente diversi da quelli usati dalla Moratti.
Secondo quanto riferisce l'agenzia Agi, il 2 maggio scorso il sottosegretario, dopo aver rilevato che "per sua stessa ammissione Pisapia è stato in carcere per banda armata a causa di un palese e riconosciuto errore giudiziario", aveva domandato all'avvocato se "chiederebbe un passo indietro nel caso che un esponente della sua coalizione ricevesse un avviso di garanzia".

Il faccia a faccia integrale. Guarda le clip:

Leggi tutto