Pisapia e Boeri: uniti contro Moratti, divisi dalla musica

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Il candidato a sindaco di Milano del centrosinistra e il capolista del Pd si sono esibiti in piazza in un insolito dj set davanti a migliaia di persone. Più tradizionale l'avvocato (Guccini, Gaber), più rock l'architetto (Led Zeppelin). L'INTERVISTA

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di Greta Sclaunich

Uno ha l’aria da rockstar, a suo agio tra cuffie, dischi e mixer: guarda il pubblico con aria da bel tenebroso e saluta facendo il segno della vittoria. L’altro del rocker ha poco o niente: inforca gli occhiali per studiare piatti e pulsanti, sorride e, per salutare il pubblico, alza le braccia a tempo di musica. Giuliano Pisapia, candidato a sindaco di Milano per il centrosinistra e Stefano Boeri, capolista del Pd sono diventati per una sera disc jockey. Durante il concerto "Milano libera tutti", tra le performance di Afterhours e Subsonica, si sono esibiti in un insolito dj set durato una decina di minuti.

La scaletta? Riflette i differenti gusti dei due politici: Boeri più rock, Pisapia più tradizionale . L’architetto milanese, già pratico di mixer e dischi, ha scelto “Black dog” dei Led Zeppelin, “Missionary man” degli Eurythimics, “America” di Gianna Nannini per concludere con “London calling” dei Clash. Il candidato sindaco, al suo esordio dietro la consolle, ha invece preferito “L’ombelico del mondo” di Jovanotti, “Because the night” di Bruce Springsteen e Patti Smith, “Viva la vida” dei Coldplay.

Rock, certo, ma tricolore: “Al mattino per caricarmi bevo il caffè, le prime canzoni le ascolto in auto – se posso Guccini e Vasco, insomma i cantanti che seguo da sempre", racconta Pisapia a Sky.it. "La sera? Crollo a letto. Se ne avessi il tempo, però, mi piacerebbe concludere la giornata con Vita spericolata di Vasco”.

Niente a che vedere con i gusti decisi di Boeri, che al mattino sceglie Coldplay ed Eurythmics mentre la sera preferisce i Muse. Al candidato sindaco, dalla consolle davanti alla stazione Centrale, il suo ex rivale alle primarie ha dedicato “London calling” dei Clash: “E’ una canzone che riflette una gran voglia di cambiare e io mi auguro riesca a farlo, recuperando il rapporto di Milano con il mondo che ci sta intorno. Magari prendendo esempio da città come Dublino”. Se dovesse dedicare una canzone a sé stesso? Boeri sorride con una punta di amarezza: “Bisogna saper perdere” di Lucio Dalla, per via delle primarie. Ma no, a ripensarci preferisco “Una vita da mediano” di Ligabue. Meglio, no?”.

Pisapia invece al suo ex rivale dedicherebbe “l’ultima di Vecchioni, quella che ha portato a Sanremo”. Mentre per sé sceglierebbe “C’era un ragazzo che come me” di Gianni Morandi. Per Milano, invece, punterebbe su “La risposta al ragazzo della via Gluck” di Gaber: “Davanti alla disperazione della canzone di Celentano, questa vuole essere un segnale per una città di nuovo verde, di nuovo pulita, di nuovo capace di offrire centri di aggregazione”.

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