Amministrative: tutti sulle orme di Silvio, è corsa all'inno

Silvio Berlusconi canta al termine di una convention dei cofondatori del Pdl
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Aspiranti sindaci e presidenti di Provincia non solo berlusconiani, ma anche leghisti e grillini, si sono fatti tentare dalla colonna sonora personalizzata. E il risultato è un vasto repertorio di motivetti che allietano la campagna elettorale. I VIDEO

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di Serenella Mattera

Piccoli 'Silvio' crescono. O almeno, ci provano. Si buttano sul ring delle elezioni comunali e provinciali muniti di tutto l’armamentario del leader politico. Inno incluso. Una canzone, gentile omaggio di un sostenitore o scritta di proprio pugno, che fa da colonna sonora a video di propaganda e comizi. Un testo originale, che cita pure il loro nome. Con chiare ispirazioni al berlusconiano “Meno male che Silvio c’è”, ma il più delle volte con impronta casereccia, qualche nota un po’ stonata e risultati ben lontani, a dire il vero, dall'elaborazione sinfonica che fu propria dell'inno di Forza Italia, vero capostipite.

A sorpresa è un leghista colui che in occasione di queste amministrative può vantare la colonna sonora più “berlusconiana”, più legata al suo nome e alle sue doti personali. Gianni Fava, deputato del Carroccio candidato dal centrodestra a guidare la provincia di Mantova, è stato infatti omaggiato dai suoi sostenitori di un inno dal titolo “Canzone per Gianni Fava presidente”.
“Non conosco l’autore, è un regalo dei ragazzi della Lega di Pavia – si schernisce lui – Non è l’inno ufficiale”. Ma il motivo con testo in rima baciata è già tormentone: “Gianni Fava presidente / per cambiare finalmente / Strade e ponti per la gente / Gianni Fava presidente / Dai fiducia al presidente / una provincia più vincente / il tuo voto è importante / quando penso a un presidente / Gianni Fava certamente”.



“Ragusa è ancora più grande”, intona accompagnato da una chitarra elettrica, sfoggiando uno stile alla Nek, l’autore dell’inno di Nello Dipasquale, sindaco uscente che si ricandida con il centrodestra nella città siciliana. E allora la canzone che accompagna la campagna elettorale, punta su quanto è stato fatto e su quanto si può ancora fare, “sospinti dalla forza che troviamo in fondo al cuore, cantando con amore”.
Toni lirici e evocazione di sogni e ideali (con tanto di rap finale), dunque, per l'inno di Dipasquale: “Ragusa ha un’altra luce / e sotto un nuovo sole / i nostri tanti cuori / ci invitano a pensare / che è possibile cambiare / e ritrovarci ancora / sospinti dalla forza che troviamo dentro noi”.

Ma non solo i candidati di centrodestra sembrano credere nella forza degli inni. Anche il grillino Massimo Bugani, in corsa a Bologna, ha scritto personalmente il testo della “Canzone a 5 stelle” (dal nome del Movimento di Beppe Grillo), messa in musica dalla band Anthera. “Beppe Grillo ci ha indicato la via / ha acceso la luce e ci ha dato energia / Ed ora lottiamo per il cambiamento / Ora puoi scegliere il Movimento 5 stelle”.
Non manca, in questo caso, un richiamo al nome del candidato: “E ora vogliamo costruire un nuovo domani / Il mio futuro sindaco è Massimo Bugani”. Ma il diretto interessato, nonché autore del testo, si premura di precisare: “Queste parole sono state aggiunte liberamente dagli Anthera in fase di registrazione ed è stata per me una piacevolissima sorpresa”.



E anche il rettore Raimondo Pasquino, candidato per il Terzo polo a Napoli, cede alla tendenza dell’inno e ammicca alle giovani generazioni. Nell’annunciare infatti una serata musicale in una discoteca di Bagnoli, il suo ufficio stampa anticipava: “Sarà anche lanciato l’inno elettorale, ‘Torero’ di Carosone, remixato dal noto dj Joe T Vannelli”. Strano? No, spiegava lo stesso comunicato. Perché “sulla musica hanno puntato tutte le campagne elettorali vincenti degli ultimi anni”, dal “Things can only get better” (le cose possono solo migliorare) scelto da Tony Blair, anno 1997, al “Yes we can” intonato dalle star americane per Obama. E il “Meno male che Silvio c’è” di Berlusconi? Il candidato terzopolista ha evitato di citarlo.

Intanto, anche liste e partiti si fanno introdurre nei comizi elettorali da un inno tagliato su misura. Se n’è fatto scrivere uno anche il “Responsabile” Domenico Scilipoti, per il debutto del suo neonato Movimento di responsabilità nazionale. Mentre quello dell’Adc di Francesco Pionati, dalle sonorità che a tratti riecheggiano certe melodie alla Renzo Arbore, è diventato tormentone già qualche mese fa su Youtube, soprattutto nella versione Karaoke: “Alleanza di centro per l’Italia / per quelli che hanno voglia di cambiare / Alleanza di centro per la storia / per questa nostra patria da salvare”.

E visto che la tendenza è chiara, anche Clemente Mastella, nel candidarsi a sindaco di Napoli, ha pensato bene di rispolverare la canzone dell’Udeur. Che nel ritornello promette: “Il futuro che tu vuoi verrà / sì verrà, sì verrà, sì verrà /presto vedrai verrà / Udeur verrà / Udeur verrà / Udeur, Udeur, Udeur verrà”.

Infine, un assoluto outsider. La lista P.i.l.u., in corsa per il Comune di Oria (Brindisi). Da non confondere con il "Più Pilu per tutti" del personaggio Cetto La Qualunque. Perché questa è una vera lista civica, fatta da Persone indipendenti libere unite, che hanno scelto come slogan: “Tutta un’altra musica”. E fanno accompagnare la loro cavalcata elettorale da un motivo su base rockettara. Il ritornello, “Pilu, movimento politico Oria”, ripetuto ossessivamente da una voce femminile, alla fine ti resta in testa. Più efficace di qualsiasi manifesto o santino elettorale.


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